Quando il blog non si ferma un Momento

«Momento liberale»? Ma quale momento e momento! Questo è il Momento topico, che non si ferma un momento e si protende decisamente all’infinito. In sostanza: è un blog, o meglio «il» blog del momento. Momento liberale, naturalmente. Che allunga i tentacoli, si collega col mondo, anche con chi non ne vuol proprio sapere, ma è costretto, cortesemente, ma fermamente, a ricevere il messaggio. Come il Gruppo dell’Ulivo del Comune di Genova che legge la mail, ci riflette un momento, e rilancia al mittente («Momento liberale»): «Si prega cancellare il nostro indirizzo. Grazie». Una parola! Provateci voi a cancellare «momento-liberale@googlegroups.com». Se non c’è riuscito neanche il Gruppo dell’Ulivo, ci sono ben poche speranze. Anche perché rischiate di beccarvi una replica di questo tipo: «Non ci risulta che il vostro indirizzo sia incluso nel nostro blog. Avremmo comunque meglio interpretato una richiesta di iscrizione. Beppe Damasio». Eccolo. Compare lui, finalmente, Beppe Damasio, la scaturigine, insomma «il Momento» assoluto da cui è principiato tutto quello che promette di non finire mai.
Se n’è accorto a sue spese il professor Enrico Musso, che aveva iniziato una fitta serie di corrispondenze al calor bianco con il nostro «Momento» - nostro, ma anche vostro, loro e di tutti gli altri - sui temi di politica e varia umanità. Lo scambio via mail Musso-Momento e ritorno è andato avanti per un po’, riservatissimo. Per modo di dire: l’hanno letto, volenti o nolenti, almeno 120mila persone.
E loro due, Damasio e Musso, che continuavano a scriversi cinguettando amabilmente come se niente fosse. Finché Musso ha usato le parole del gatto per bollare d’infamia chi l’ha messo da parte, nel centrodestra, senza offrirgli la candidatura al parlamento. Tutto nero su bianco: «Caro Beppe», «Caro Enrico», «caro Momento liberale», e, a un certo punto, anche «caro Signor Nessuno» (boh?). In quel Momento si è inserita la «Maby», abbonata a tele2, - ciao, da dove chiami? - che ha scritto: «Adesione». Stop. Evidentemente in codice. Si è aggiunto il googlegroup (che cavolo è?) targato @firmiamo.it, per commentare: «Hai da poco chiesto di registrarti con questo indirizzo email». Ma chi l’ha chiesto? Fortuna che a un certo Momento si aggiunge il responsabile organizzativo della Lista Biasotti (di cui Damasio fa parte, in Municipio): «Evitiamo, per favore, di far arrivare certi messaggi. Se volessi iscrivere la mia mail e il mio contatto a qualche raccolta firme opererei che condivido da sola: si chiama Libero Arbitrio! E ogni tanto ricordiamoci chi rappresento». Non si capisce granché, ma intanto il Momento-memento va in circolo, in tutto il web, lo leggono i destinatari (poveretti), ma anche poeti e navigatori, politici e imprenditori, liberali e comunisti, nani e ballerine. E rispondono in coro: «Cancellatemi!», senza rendersi conto invece che quello è proprio il Momento giusto per inserire un nuovo adepto nella rete. Definitivamente. Inesorabilmente. Inevitabilmente.
Arriva la proposta di abbonamento alla rivista Panorama. Non dall’editore Mondadori, no. Da Momento liberale: «Hai ricevuto il messaggio in quanto sei iscritto al gruppo Gruppo Momento liberale di Google Gruppi». Ma quanti sono questi gruppi-Gruppi? Mistero, per il momento. Intanto, però, chi entra comincia a ricevere i messaggi e la possibilità di esternare da opinionista. Ad esempio sulle aree blu: «Un certo signore che abita in una zona... si compra un posto auto in nuova costruzione. Lo stesso signore è il primo a chiedere a gran voce le aree blu per favorire i residenti (come lui!!!)». Replica di «En» a Momento liberale: «Distorsioni degli eccessi di regolamentazione. Il signore andrebbe comunque denunciato. Saluti». Diteci niente: provate un po’ ad aprire il pc, leggere la mail, e andare a dormire senza aver capito questi due di cosa stanno parlando... La cosa che fa più incazzare è la domanda: «Ma perché poi l’avranno mandato a me questo messaggio? Che ne so io del Momento? Non sono neanche liberale, anzi alle ultime elezioni ho votato per Caruso, Rifondazione, che mi ha promesso che i liberali non li sopporta neanche sul blog. Sai che ti dico? Io gli rispondo». E l’avventura continua. Sì, ecco, non è il momento. Anzi, è proprio un momentaccio.