Quando Boeri voleva spostare l’Ortomercato a Rho

Stefano Boeri e il pallino dell’Ortomercato. Un binomio inossidabile con Expo, per il candidato alle primarie del centrosinistra. Nei giorni scorsi l’architetto che proprio Letizia Moratti messo a capo della consulta che ha disegnato il masteplan per l’esposizione del 2015, e conosce quindi punto per punto il dossier della candidatura presentato al Bie e la regola per cui l’area definita al momento della registrazione non può più essere modificata, pena il ricorso di Smirne che è arrivata seconda, nei giorni scorsi in piena campagna elettorale ha insistito: «Spostiamola da Rho-Pero all’Ortomercato». Una proposta a cui ha subito dato man forte il vicepresidente Pd del consiglio regionale Filippo Penati. Un sogno che è stato costretto a ripensare al contrario quello di Boeri: se l’Ortomercato non può andare a Rho-Pero, portiamo l’Expo nella zona di Porta Vittoria. Perchè un anno fa sfumò il progetto di traslocare il nuovo mercato generale nei terreni della discordia, come eredità dell’Esposizione ma da inaugurare anche prima che venissero smontati i padiglioni. L’archistar passò un mese a prendere le misure e ricreare la situazione sulle mappe, in misura un pò ridotta, a Rho. Ma il progetto trovò subito l’opposizione della Regione, della Fiera proprietaria con i Cabassi della superficie, della Provincia che per il dopo Expo immaginava piuttosto una Silicon Valley italiana o un campus universitario, della Lega, persino dei grossisti dell’ortofrutta che minacciavano le barricate. Un’idea che sembrò maldestra anche a Filippo Penati, allora presidente della Provincia, «sarebbe opportuno trovare una nuova sede per l’Ortomercato, ma non lì, abbandonando la logica di spostare un problema da un luogo all’altro» aveva commentato a proposito del piano disegnato da Boeri.
In compenso, ieri il candidato del Pd alle primarie è stato caustico a proposito dell’ipotesi dei superpoteri alla Moratti per accelerare le opere e il sito per Expo: «Temo superdisastri - ha affermato Boeri -. Invece che provare a pensare a una soluzione ragionevole, come quella dello spostamento di Expo su aree pubbliche e già infrastrutturale come quelle dell’Ortomercato, il sindaco rischia di prendere decisioni ancora più strampalate. Vedo con grande preoccupazione una Supermoratti che gira per Milano creando superdisastri. Noi tutti saremo la sua criptonite».