Quando le Br spararono a Montanelli

Oggi sono allegate gratuitamente,
come inserto centrale, quattro
copertine storiche (giugno-settembre1977)
del <em>Giornale</em> diretto
da Indro Montanelli<br />

Oggi sono allegate gratuitamente, come inserto centrale, quattro copertine storiche (giugno-settembre1977) del Giornale diretto da Indro Montanelli

di Mario Cervi
Arrivai al Giornale senza saper niente, la mattina dell’attentato a Indro, e la segretaria di redazione Iside Frigerio mi venne incontro pallida e angosciata. «Hanno sparato a Montanelli». Con poche frasi raccontò ciò che era accaduto. Dopodiché, con efficienza milanese, intimò: «Lei deve andare a registrare subito il commento di Telemontecarlo perché arrivi in tempo». Mi precipitai dunque allo stambugio di Porta Ticinese dove avveniva la registrazione. Nella quale chiesi che ci fossero risparmiati gli auguri e le deplorazioni di chi aveva messo Montanelli nel mirino dei brigatisti, additandolo come nemico del popolo.
Quando tornai tutti erano più tranquilli. Per un vero miracolo le quattro pallottole erano entrate nel velo di carne che copriva le magrissime gambe di Montanelli, senza toccare le ossa. Enzo Bettiza scrisse l’editoriale, senza firma, che uscì l’indomani e che ebbe per titolo «Contro la libertà».
Ma Indro - che aveva dato prova, dopo essere stato colpito, di coraggio e fierezza ammirevoli - non rinunciò a fare arrivare ai lettori la sua parola. Niente «controcorrente», «per indisposizione del titolare». Ma dettò una trentina di righe. «Se questi aggressori - scrisse - credono di tappare la bocca al Giornale si sbagliano proprio di grosso perché anche se mi facessero fuori, rimane il Giornale». E poi un grazie ai tanti che gli avevano fatto sentire il loro affetto. «Io penso che questa stupenda testimonianza quattro pallottole di rivoltella le vale».