Quando il calciatore fa il tifo per la pittura

Jonathan Zebina, difensore della Juventus, ha aperto una galleria in via Fiori Chiari, «istigato» dall’ex allenatore Capello

Dalla Juventus all’arte. Il difensore della squadra bianco-nera, Jonathan Zebina, serio collezionista di pittura contemporanea, ha aperto una galleria a Brera a regola d’arte dal nome «Jz Art trading», proprio dove abitava e aveva lo studio Piero Manzoni.
La sua è una vera e propria passione che coltiva nel tempo e la scelta di aprire uno spazio nel cuore di Milano, in via Fiori Chiari 16 gli è nata proprio quando ha letto la targa di quello che lui definisce essere stato il più grande autore concettuale italiano. L’opera più famosa di Piero Manzoni - lo ricordiamo - è stata la «Merda d’artista» del 1961. Un barattolo stile carne in scatola con la scritta ben in evidenza che voleva essere un’ironica critica al mercato dell’arte disposto a comprare tutto purché firmato.
«Forse era destino - sostiene oggi il calciatore -. Io credo nei segni e non ho scelto Torino proprio per questo motivo. Non solo. Milano commercialmente ha un mercato e un pubblico superiore a quello del capoluogo piemontese».
Nella mostra di apertura dello splendido spazio, Fabrizio Quiriti, curatore delle opere del maestro francese Ben Vautier che ha alimentato il Movimento Fluxux e Noveau Realisme è considerato dallo stesso Zebina un amico oltre che a un grande artista: allo stesso tempo si considera soddisfatto per la qualità delle opere aggiungendo che forse è la rassegna più importante dell’autore degli ultimi anni.
Complice di Zebina è il suo ex allenatore Fabio Capello, anche lui amante dell’arte, grande collezionista di Pizzi Cannella al punto che Jonathan Zebina 29 anni, ex giocatore della Roma dichiara apertamente che è stato proprio Capello qualche anno fa a indirizzarlo all’arte spronando vari giocatori ad andare a vedere mostre in giro per il mondo.
«Quando questo tipo di cultura mi è entrata nel sangue - prosegue Zebina - ho anche pensato che poteva essere un investimento per il futuro quando non farò più il calciatore».
Dopo la mostra di Ben Vautier dal titolo «Tutto è competizione», del quale vediamo sul grande invito a colori una foto dell’artista con il nostro calciatore nella sua casa-museo sulle colline di Nizza, scattata la scorsa primavera, la galleria ospiterà anche l’esposizione dalla prossima settimana di Giuseppe Scaiola (classe 1951) dal titolo «Forma, superficie, vivace, leggermente mosso».
L’artista uscito dall’Albertina di Torino è ora presente al Mart di Trento (catalogo Skira), al Cimac di Milano e al Ludwig di Colonia. Si tratta di 40 acrilici di medio e grande formato con soggetti dedicati alla natura incontaminata vissuta più come «soggetto» che paesaggio. Un grande catalogo plurilingue accompagna la rassegna.
In seguito sono previste mostre del grande Arman e Mimmo Rotella, nomi da musei internazionali da fare invidia a ogni collezionista o appassionato d’arte. Per il momento il suo sogno è quello di esporre Basquiat. Pare che abbia visitato ben otto volte la sua mostra allestita alla Triennale e seguito ogni filmato sull’artista.
Ma tra le sue passioni anche Afro, Leger e De Chirico, in particolare per le sue sculture e se vogliamo approfondire anche le avanguardie storiche. Ciò che preme a questo bravo calciatore è anche la sensazione di essere un talent scout del settore e pare che stia convertendo anche Camoranesi e Del Piero.
Ma le cronache riportano che anche Costacurta del Milan sia un collezionista d’arte contemporanea, come l’ex attaccante sempre del Milan, Leonardo che parla ben quattro lingue e che ha creato una fondazione per i ragazzi in difficoltà, mentre Zamorano, ex attaccante dell’Inter partecipava ai dibattiti di cultura della Comuna Baires dove si deliziava con letture di Galeano. A chiudere la lista dei colti e impegnati calciatori c’è anche Serena, ex centravanti dell’Inter, ora commentatore televisivo, un appassionato di libri e un amante della poesia.
Ma uno dei quadri preferiti di Zebina in mostra di Ben Vautier è su sfondo nero con una scritta rossa a mano: «Dans 100 ans personne n’aura droit à la gloire» che tradotto significa «In 100 anni nessuno avrà diritto alla gloria» e di questo Zebina ne è consapevole più di tutti e dimostra di andare in profondità nelle cose. Un atto di modestia e intelligenza insieme.