Quando lo chador serve per rubare

Una donna di 30 anni, italiana, sposata con un marocchino e convertitasi alla religione musulmana, aveva infatti escogitato un sistema originale per poter svaligiare i negozi senza essere disturbata. Si recava, infatti, nei centri commerciali con figlio minorenne e con grande maestria s'infilava sotto il tradizionale abito nero prodotti tecnologici, dal navigatore satellitare al palmare di ultima generazione. Non senza prima aver tagliato con un coltello a serramanico il sigillo antitaccheggio così da poter uscire senza far scattare l'allarme. Gli è andata bene per un po', finché un addetto alla vigilanza non ha notato il fare sospetto della donna e del pargolo dodicenne. È bastato visionare le immagini riprese dalla videocamera di sorveglianza per non avere più dubbi e rendersi conto che non era la prima volta che la donna aveva fatto visita a quel "grande magazzino". E se la "signora in nero" aveva a disposizione un mantello intero per nascondere la merce sottratta, il figlio utilizzava gli slip per celare l'ultima versione di "Super Mario Bros". A casa della donna sono poi stati rinvenuti tutti gli oggetti rubati nelle settimane precedenti. Giustificazione? Lei è senza lavoro, il marito in cassa integrazione. Furto per necessità.
GMC