Quando il Colle garantì sulla capacità di Prodi

Il paragone con il Cossiga in congedo e i suoi molti «sassolini nelle scarpe» forse è prematuro. Certo è che Giorgio Napolitano non sembra intenzionato a interpretare il suo ruolo di capo dello Stato come quello di semplice notaio o spettatore dal balcone del Quirinale. Lo si è visto con le dichiarazioni rilasciate ieri alla Frankfurter Allgemeine Zeitung, ma lo si era capito da subito, con l’intervista rilasciata al francese L’Express appena due settimane dopo l’ascesa al Colle. Un’uscita, se non esplosiva, di sicuro parecchio «pepata». E che non aveva mancato di suscitare reazioni nel Polo. D’altronde il presidente della Repubblica non aveva saputo resistere alla tentazione e alla domanda se il governo non fosse troppo debole, aveva risposto: «Prodi deve fare del suo meglio per superare queste fragilità e governare. Una delle sue qualità è la pazienza: egli è capace di mettere d’accordo le persone. Penso abbia buone possibilità di successo».