Quando il Comune s’inchina alla Repubblica

Ferruccio Repetti

E pensare che lo chiamano ancora «quarto potere»! Ma quello della stampa, a volte, diventa il primo, dei poteri. Specialmente se è schierato accanto - o addirittura sopra - i cosiddetti «poteri forti»: gli amministratori pubblici. Che si dimostrano sensibili, ossequiosi, disponibili alle sirene di certa informazione, fino a sposarne i consigli più o meno interessati e agire di conseguenza, modificando in un amen decisioni pronte a trasformarsi in regolari delibere. È saltata così, ad esempio, la delibera relativa alla vendita all’asta di un fazzoletto di terra a Castelletto - 20 metri per 2, totale: 40 metri quadrati - che, assieme ad analoga striscia di proprietà privata (è della Star Spa), costituisce un unico distacco. Ma Tursi per anni ha fatto pagare erroneamente l’affitto, ad uso posteggio, dell’intero distacco ai condomini del palazzo limitrofo, al civico 20 A di via G.Colombo (dove, fra l’altro, ci sono due appartamenti che fanno riferimento a Marco Benedetto, consigliere delegato di Repubblica). Quando l’amministrazione comunale, con le casse vuote e pertanto impegnata in un’imponente dismissione di patrimonio pubblico, ha deciso che era l’ora di sbarazzarsi della mezza porzione di quel minuscolo rettangolo, l’ha inserita in una delibera di «alienazioni di immobili» che doveva essere votata in consiglio fra un caffè e uno sbadiglio. Chi ha provveduto a svegliare, anzi a far sussultare sindaco, assessori e consiglieri dall’incipiente torpore estivo, è stata la sollevazione della Repubblica (nel senso del quotidiano diretto ottimamente da Franco Manzitti) che ha sbattuto in prima pagina il mostro della presunta vendita, data per sicura, alla Star, nella presunta prospettiva della realizzazione di un presunto parcheggio interrato che avrebbe creato scempio nel quartiere, provocato irreparabili danni idrogeologici, sfrattato l’Associazione combattenti e reduci, e financo distrutto il fondamentale patrimonio di incisioni rupestri (in realtà risalenti a più prossimi interventi manuali di muratori in vena di tramandare ai posteri: «Io ti amo, tu no, fedifraga!»). Potenza della stampa! Repubblica manda in edicola il primo degli articoli contro la vendita proprio il giorno in cui il consiglio comunale deve votare la vendita. Morale: il sindaco Giuseppe Pericu fa dietro front, l’assessore Luca Dallorto confessa di non saperne nulla e promette di ripensarci, il collega architetto Bruno Gabrielli stronca qualsiasi illazione sui posteggi: «Castelletto non si tocca - spiega, andando oltre le intenzioni -. Se tocchiamo qualcosa, lì crolla tutto». E si fa sentire anche la Star, che ha anche sede in via G.Colombo 20 A: «Noi volevamo solo comprarci l’altra metà dell’area per poter provvedere alle necessarie manutenzioni e rimediare all’attuale stato di abbandono. Mai avuto l’intenzione di farci, come dicono, un parcheggio a struttura». In ogni caso, la pratica di vendita è bloccata. Ma la Repubblica esulta. E se poi l’ottimo Manzitti dovesse succedere a Pericu sul soglio di Tursi, c’è da giurare che Castelletto, per il direttore, sarà come la notizia: mai bucata.