Quando Cossigà donò a Cordova una scatola del gioco «Cluedo»

Non è la prima volta che i «regali» di Natale fanno scoppiare vere e proprie bufere politiche. Nel 1991 il senatore Dc Franco Mazzola ricevette dall’allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga un sacchetto con 30 monete d’oro (di cioccolata). La promessa fu: «Ricambierò con un libro che rivaluta la figura di Giuda». Due anni dopo, sempre sotto Natale, addirittura un trittico di regali: un triciclo, un cavallo a dondolo e un gioco da detective «Cluedo» all’indirizzo dell’allora procuratore capo di Palmi Agostino Cordova, che indagava sulla massoneria. Nel ’98 è sempre Cossiga che al neo premier Massimo D’Alema regalò un bambolotto di zucchero perché «si sa che i comunisti mangino i bambini...». Nel mirino del senatore a vita finirono anche Walter Veltroni (burro e olio), Cesare Salvi (una scatola di pannoloni) e ancora D’Alema (un orologio con il volto di Mao). Nel 2006 Feltri invece regalò a Silvio Berlusconi una sveglia di Cartier: «Mi è costata un patrimonio», disse.