«Quando don Siri insegnava rispondendo ai nostri quesiti»

Egregio dottor Sirianni, con gioia ho letto nelle ultime settimane nel nostro Giornale articoli suoi e di altri ex allievi sul nostro Liceo D’Oria. Mi sono sentito gratificato dal fatto che questo argomento sia stato proposto nelle pagine dell’edizione di Genova.
Sono un ex allievo del D’Oria, nato nel 1924; dalla prima ginnasio (alla Foce in corso Torino poiché la sede attuale era ancora in costruzione) fino alla 2ª liceo (1941-42). Frequentai poi la 3ª liceo (1942-43) al «Prati» di Trento a causa dei bombardamenti.
Ho un ricordo indelebile del D’Oria; del valore elevatissimo degli insegnanti dal punto di vista sia etico che culturale, espresso in anni tanto difficili. E - su tutti - ricordo don Siri, il preside Ziccardi e Caterina Marcenaro. Don Siri, il futuro Arcivescovo, che non tenne mai lezioni tradizionali di religione, ma - soltanto rispondendo a nostre domande - svolgeva temi morali e filosofici con grande profondità e comprensibilità. La prima volta che entrò in classe in prima liceo fece l’appello (eravamo 42 nella sez. D): da allora ricordò sempre i nostri nomi.
Il preside Ziccardi: in tanti anni non ebbi mai l’occasione di parlargli. Non sentivamo la sua presenza, ne avvertivamo l’attenzione ai problemi della scuola, l’ascoltavamo frequentemente alla radio che era in ogni classe una innovazione trovata in 2ª ginnasio che ci aveva stupito. Caterina Marcenaro: tutta la classe conosceva le sue idee politiche di sinistra anche se - ovviamente - nulla era mai stato espresso sull’argomento nelle sue lezioni. Intransigente: pur titolare di una materia secondaria (storia dell’arte) per tutti la sua interrogazione suscitava profonda apprensione.
Ricordo che una volta mi trattò con profonda riprovazione perché rispondendo a una sua domanda su uno scultore o architetto dell’antica Grecia invece che la parola trascendente dissi trascendentale. Ma nella nostra classe - in quegli anni orribili - non ci fu mai neppure un estremista tentato a fruire del facile appoggio di chi comandava.