Quando due vecchi brontoloni ritrovano il gusto della vita

Dorelli e Salines in una toccante rivisitazione di «Ragazzi irresistibili»

Neil Simon continua a battere ogni record di incassi nel nostro paese. Nonostante le sue commedie siano continuamente riproposte, il pubblico non si stanca di applaudirle. Gli attori, poi, fanno a gara a interpretarle, perché i personaggi di Simon sono costruiti con una sapienza drammaturgica che ha pochi equivalenti nel teatro contemporaneo. D'altra parte essi vivono anche su un dialogo frizzante, illuminato da battute folgoranti. Queste caratteristiche di Simon hanno finito paradossalmente per penalizzarlo agli occhi della nostra critica, che lo considera un autore commerciale e, al massimo, un buon artigiano. Che la realtà sia diversa lo dimostrano I ragazzi irresistibili, prodotto dallo Stabile Privato La contrada di Trieste e in scena al Teatro Manzoni di Roma. Lo spettacolo, al terzo anno consecutivo di repliche, è un caso raro da noi, anche perché si tratta di una pièce per nulla prevedibile.
Certo il dialogo di Simon è formidabile e alcune battute addirittura irresistibili, da antologia della risata intelligente. Ma la commedia affronta, con i toni agrodolci propri dell'autore, temi seri come la vecchiaia e la solitudine in una società ricca come quella occidentale. Il fatto che la commedia abbia per protagonisti due comici del vaudeville che hanno lavorato insieme per tanti anni e che ora si detestano, non deve metterci fuori strada. Non è solo una pièce di «teatro nel teatro», ma soprattutto il ritratto di due esseri umani che, fuori dal palcoscenico e dal successo, scontano la loro incapacità di vivere. Uno di essi ha una figlia, ma la sua convivenza con lei è difficile, tanto che egli si sente sopportato. L'altro vive isolato, confortato dall'affetto e dalla pazienza di un nipote che lavora in tv. È proprio quest'ultimo a riportare in una trasmissione televisiva il duo, che aveva avuto grandi successi con i suoi sketch. L'impresa sembra ardua perché i due compagni di palcoscenico non si parlano da anni. Ma, alla fine, riusciranno a superare le loro incomprensioni e a trovare un rapporto umano diverso, in nome di una solidarietà che non hanno trovato nel mondo che li circonda. La regia di Francesco Macedonio è esemplare nel cogliere i risvolti più sottili e più nascosti del testo, ma anche nel dirigere una coppia di protagonisti straordinariamente affiatata. Johnny Dorelli crea un personaggio sornione eppure minato dal male di vivere. Antonio Salines, in una delle più felici interpretazioni della sua carriera, impersona l'orgoglio e l'ostinazione ma rivela, contemporaneamente, una umanità imprevedibile. Adriano Giraldi interpreta con finezza il nipote, ben affiancato da Marzia Postogna, spiritosa infermiera sexy, Gualtiero Giorgini, Serena Ciano e Fulvio Koren.

I RAGAZZI IRRESISTIBILI di Neil Simon, Teatro Manzoni di Roma, fino al 18 febbraio.