Quando esaltava il fascino di Louise Brooks

Luigi Comencini giornalista di cinema. Ecco un brano tratto da un suo articolo pubblicato sul numero 93 del settimanale Il Tempo, 6 marzo 1941.

Ogni epoca ha avuto il suo tipo di donna, intonata alla moda, all'arte, al vestire, alla politica e alla diplomazia. Più passano gli anni, per un uomo, e più egli cristallizza i suoi ricordi attorno alle donne che ha conosciuto. Le epoche vicine a noi sono tutte zeppe nella mente di chi le ha vissute di simili eroine. Il cinematografo e la musica popolare le hanno esaltate fino all'esasperazione; attrici celebri hanno legato il proprio nome alla rappresentazione di una donna del secolo.
Vi sono biblioteche governate da saggi bibliotecari che non tralasciano di raccogliere nemmeno le più umili e stupide riviste di cinema. (...). Ma dove sono le pellicole? Quelle donne ferme, smaniose di muoversi, vorrebbero ritrovare sullo schermo una trama e una vita. (...). Forse, influenzate dallo stesso perfezionarsi dei sistemi tecnici al servizio dell'arte, le donne persero l'amore per le statiche posizioni piene di grazia e misero tutto il loro spontaneo ingegno nella ricerca di movimenti raffinati. (...). Pina Menichelli, celebre attrice del cinema muto italiano, appartiene a un genere definito dannunziano; con ciò rimangono precisati i punti di partenza. La Menichelli s'inebria di ciò che le viene offerto e riversa le fantasiose invenzioni delle sue immaginarie passioni nelle ingenue trame che i produttori le offrono. Lei chiudeva gli occhi alla realtà. Trascinava il pubblico con la forza delle sue pazzie. Difficilmente un’epoca avrebbe potuto trovare una rappresentante più coraggiosa, decisa a portare uno stile anche oltre i suoi limiti storici. Alla fine della Grande Guerra soltanto gli avvenimenti si fecero più forti e svanì la popolarità del suo nome.
Ma chi aveva gustato l'inebriante piacere di poter godere a sazietà nella beata oscurità dei cinematografi del proprio tipo di donna sublime, sempre ugualmente viva e affascinante, non poteva rinunciare a un simile brillante ritrovato. Le donne-tipo fiorirono nel dopoguerra e il cinema compiacente le portò in tutto il mondo.
Louise Brooks era americana quando arrivò in Germania e divenne campionessa dello stile tipicamente nordico, tipo «maschietta», donna-bambina, ma sensuale e perversa. Pabst non scoprì un'attrice, ma una donna e dovette, nelle due pellicole che le dedicò, adattarsi al suo stile decisivo. Louise Brooks commetteva gli atti più inconsiderati con una leggerezza spaventevole. Gli uomini sognavano un piacere che fosse anche una consapevole perdizione e Louise Brooks trionfava con voluttà. Ora che altre idee preoccupano il mondo, questa donna strabiliante è dimenticata da tutti: ho saputo che vive ancora in America e interpreta brevi parti di secondo piano.