Quando le famiglie si finanziano con i prestiti rateali

Diego Luigi Marin

Da un lato le banche e gli operatori specializzati, dall’altro le famiglie che si finanziano con i prestiti rateali; in mezzo, 70 miliardi di euro, la consistenza complessiva dell’indebitamento fotografata a giugno 2005 dall’Osservatorio congiunto Assofin, Crif e Prometeia. Che rileva come il ricorso al credito al consumo mantenga una dinamica sostenuta: rispetto a un anno prima, lo stock è lievitato del 16,1%. A spartirsi la torta, le banche generaliste con oltre 17,6 miliardi e un progresso dell’8%, accanto alle società finanziarie e alle banche specializzate, capaci di mettere insieme un valore quasi triplo, segnando un aumento annuo ben più vistoso, superiore al 19 per cento. Alla luce dei dati raccolti nei primi nove mesi del 2005 dal sistema Eurisc, che registra le richieste di finanziamento delle famiglie italiane, si tratta però di una domanda di credito che ha archiviato la crescita euforica, per imboccare un percorso di sviluppo dai ritmi più contenuti. A confermarlo, le stime elaborate da Crif, che vedono nell’ultimo trimestre un aumento delle richieste di circa il 9% rispetto allo stesso periodo del 2004, attestando la proiezione relativa all’intero anno su un complessivo più 5,5 per cento. Una domanda trainata soprattutto dai finanziamenti diretti, dai crediti a fronte della cessione del quinto dello stipendio (favoriti dal nuovo quadro normativo) alle carte revolving, mentre i prestiti finalizzati paiono segnare il passo, capaci di brillare soltanto nella componente legata agli acquisti rateali di vetture e motocicli. È un trend che ribadisce un andamento già in atto da tempo, con il calo progressivo dei crediti erogati per le spese nei settori dell’arredamento, dell’elettronica e degli elettrodomestici, dei viaggi e del fitness, in ragione del rallentamento nei consumi di beni durevoli e di servizi da parte delle famiglie. Dall’Osservatorio si evince anche il costante ridursi della rischiosità globale del mercato, con i valori registrati nel giugno scorso a rappresentare livelli tra i più bassi dell’ultimo triennio. Un’evoluzione che il rapporto di Assofin, Crif e Prometeia spiega innanzitutto con l’adeguamento degli operatori al dettato di Basilea 2, che ha portato allo sviluppo di strumenti di valutazione e di controllo dei rischi del credito in ogni singola fase, dall’istruttoria che precede la concessione del finanziamento, alla gestione dei casi problematici. Quanto alle attuali prospettive, il Barometro Crif prevede un orizzonte sereno, con un primo trimestre 2006 in crescita. Il secondo rialzo dei tassi, con cui il saggio dell’Eurozona è da poco salito al 2,5%, appare già scontato dal mercato, che invece potrebbe risentire degli effetti di un intervento di natura normativa: la riduzione da 3 a 2 anni del periodo di conservazione, nei sistemi di informazioni creditizie, dei dati relativi al merito dei consumatori, per ragioni di privacy.