Quando il Fascio organizzava le «olimpiadi» della cultura

Tra il 1934 e il 1940 per i giovani fascisti furono organizzate delle competizioni molto particolari: i Littoriali della cultura. Anziché ginniche adunate di massa e prove di forza, i ragazzi più talentuosi e dotati avevano qui la possibilità di esprimersi e competere su temi culturali e artistici o anche politici.
L'idea venne a Giuseppe Bottai ed ebbe subito ampio successo tra i destinatari della manifestazione: ai Littoriali della cultura parteciparono i giovani più intraprendenti, lo fecero persino quelli critici col sistema politico italiano, considerato troppo «borghese» . Si cimentarono in gare e proposte artistiche creativi come Michelangelo Antonioni, Carlo Bo e Luigi Comencini, politici Giorgio Almirante e Pietro Ingrao, e molti altri ancora. Oggi una mostra a Lissone, in Brianza, ci racconta questa originale esperienza, con un occhio particolare all'architettura e all'arte. «Cesare Cattaneo e i Littoriali della Cultura e dell'arte. 1934 e 1935» è allestita in un luogo che non potrebbe essere più adatto, quella ex Casa del Fascio oggi chiamata Palazzo Terragni e ideata dal noto architetto razionalista che firmò alcuni dei capolavori dell'architettura nel periodo del Ventennio (la mostra inaugura oggi alle 18, è aperta fino al 22 febbraio, ingresso libero).
Organizzata dall'Archivio Carlo Cattaneo insieme all'università La Sapienza di Roma e al comune di Lissone, questa mostra curata da Alessandra Muntoni racconta attraverso documenti, giornali dell'epoca, fotografie ma anche francobolli, riviste di settore del tempo come «Casabella» e soprattutto plastici e disegni, i progetti architettonici in concorso durante queste competizioni studentesche all'insegna della cultura. Particolare attenzione è data alla partecipazione di Carlo Cattaneo, architetto razionalista comasco, amico e collaboratore di Giuseppe Terragni. Cattaneo, neolaureato al Politecnico di Milano e valente ingegno, partecipò ai Littoriali del '35 con un progetto per i tempi avveniristico: la Casa dell'Assistenza Fascista. Con tavole originali, plastici e disegni la mostra di Lissone illustra la breve carriera professionale del talentuoso architetto comasco, prematuramente scomparso nel '43.