Quando fede e ragione parlano la stessa lingua

Uno è un cattolico gesuita, per anni direttore della Specola vaticana. L’altro è un fisico ebreo, laico. Padre George Coyne, astronomo di Papa Giovanni Paolo II, e Arno Penzias, premio Nobel, dialogano su scienza e fede. Due autorità, due posizioni diverse, una discussione serrata, ma con aperture inaspettate. A farli incontrare a Tucson, in Arizona, è stato il giornalista Riccardo Chiaberge, direttore del supplemento domenicale del Sole 24 Ore. Quella discussione è diventata ora un libro, La variabile Dio, appena pubblicato da Longanesi (pagg. 196, euro 14,60). La risposta al sottotitolo («In cosa credono gli scienziati?») è declinata fra domande e risposte che affrontano anche in chiave storica i rapporti spesso conflittuali tra scienza e fede, dal caso Galileo a Darwin fino al dibattito attuale. Senza prese di posizione omologate, senza pregiudizi: è così che certe barriere fra laici e credenti sembrano vacillare, a favore di un confronto autentico.