Quando la Fillea faceva la morale

Quelli della Fillea Cgil sono fatti così. Hanno un fiuto da segugi per ogni minimo sentore di infiltrazioni mafiose negli appalti. Peccato che il «naso» degli edili Cgil sia anche molto selettivo: finissimo quando si tratta di lanciare accuse al centrodestra, intasato se c’è da «annusare» collusi in casa propria. Nel 2002, proprio il segretario nazionale della Fillea-Cgil, Mauro Macchiesi (foto), pontificava e senza tanti giri di parole accusava il governo Berlusconi di avere indirettamente favorito l'intrusione delle cosche calabresi negli appalti della Salerno-Reggio Calabria: «La presenza malavitosa negli appalti e nei subappalti mette in discussione lo stesso sviluppo del Mezzogiorno non bisogna allentare le maglie del controllo nei lavori pubblici, come invece ha fatto il governo Berlusconi attraverso le modifiche alla legge Merloni». Poco importava che le mani della 'ndrangheta sulla Salerno-Reggio ci fossero state da sempre. Lo stesso segretario Fillea chiedeva «regole più rigide». Evidentemente però, non da applicare in casa propria, se non tardivamente. Solo dopo che sono scattate le manette per il sindacalista Noè Vazzana, la Fillea l’ha espulso.