Quando il filosofo diventa consulente di vita quotidiana

Dalle questioni esistenziali a quelle personali, dall’etica al sesso, passando per le difficoltà di relazione. L’importante è parlarne. La risposta, prima o poi, arriva. E se è vero che siamo come tanti nani sulle spalle dei giganti, cerchiamo di imparare dai nostri maestri. A costo di andare indietro di qualche secolo o addirittura di millenni. La filosofia è così: eterna e sempre valida. Basta rispolverarla e adattarla alla bisogna. Il web pullula di siti di consulenze filosofiche e anche in città ci sono fior di professionisti che insegnano nelle università e ricevono i loro pazienti in studio. Guai a chiamarli psicologi però. Spiega Elisabetta Mascherpa, direttrice del Centro di formazione psicofilosofica in via Mercadante 17: «Non ci occupiamo di disturbi mentali ma insegniamo a ragionare. Aiutiamo a individuare gli errori, a chiarire perchè certe situazioni vengono ingigantite o perchè si vede tutto nero. Noi individuiamo quello che emotivamente disturba e afferriamo il bandolo della matassa». Mascherpa cita Epicuro, «la filosofia a nulla serve se non elimina la sofferenza della mente»; ricorda che i presocratici sono una miniera di consigli pratici ma in genere ai suoi pazienti suggerisce di leggere Nietzsche («vede i problemi da mille prospettive e libera dai pregiudizi») o Schopenhauer («attuale nel considerare le aspettative del matrimonio»). Ma chi richiede consulenze al filosofo? Nell’85 per cento dei casi sono donne, hanno dai 30 ai 45 anni, un lavoro e una famiglia. «Rari i maschi ma quando si presentano, in età matura, si mettono in discussione dalla A alla Z». E poi i giovanissimi, o i neolaureati, che desiderano imparare la pratica. Perchè si chiede una consulenza? «I motivi sono i più disparati - riferisce Mascherpa -. C’è chi è deluso dalla psicologia, chi rimane senza lavoro e vuole risposte a interrogativi profondi; chi vuol dare il meglio di sè (è un’esigenza filosofica) senza fare corsi di autostima. Ma c’è anche chi si lamenta dei figli che non ascoltano, chi ritiene di aver buttato la vita alle ortiche e di essere a un punto di svolta, chi è innamorato di due persone e non sa scegliere...».
L’indiscussa «bibbia» dei filosofi contemporanei è il saggio Platone è meglio del Prozac di Lou Marinoff, docente al City College di New York e presidente dell’associazione americana dei terapisti. È lui che cita Aristotele come esempio di «ragionevolezza e moderazione», Platone «che ha distinto il bene dal male» e Kierkegaard per «quando si ha paura della morte». Propone invece laboratori etici aperti a tutti il centro Nuovo Umanesimo di viale Abruzzi, diretto dalla consulente filosofica Cristina Mondello. Dagli schemi mentali, alle emozioni, dalle «strategie per non esserne travolti» a «È possibile essere felici?» (iscrizioni fino al 20 ottobre, 60 euro per ciascun laboratorio). Con tanto di presentazione ufficiale domani (ore 18.30) alla Mondadori di via Marghera. «Affrontiamo le grandi questioni, il senso della vita e della morte - spiega Mondello -. Sperimentiamo l’ascolto di posizioni diverse in un clima aconfessionale e apolitico. La formula piace, nascono amicizie, dibattiti e poi si fa “ginnastica” con lo spirito». Su internet, tra l’altro, fioriscono i siti filosofici, le community a tema e i blog. Ad esempio, AskPhilosophers.org, in rete dal 2005, garantisce una risposta via e-mail entro pochi giorni a ogni quesito filosofico. Le riflessioni sono messe a punto da una squadra di sapienti, professori di Cambridge, Havard e Amherst. Il sito è affollato da più di tremila domande. Un successone. Perchè è vero che non ci si conosce mai abbastanza.