QUANDO IL GENITIVO FINISCE DA PARTE

C’era una volta, il caro, vecchio genitivo. Ormai messo da parte per far posto all’abominevole «da parte». Ne fanno un uso smodato anche i giornalisti, che, almeno in teoria, dovrebbero essere i vessilliferi del buon italiano. Basta accendere la tv o la radio per sentire in continuazione frasi di questo genere: «La reazione da parte dei sindacati», «il malumore da parte dei medici», «la volontà da parte degli elettori», «il sacrificio da parte delle vittime» e via elencando. Quando basterebbe dire, per allontanare il sospetto che i cronisti siano pagati un tanto a parola, «la reazione dei sindacati», «il malumore dei medici» eccetera. L’insopportabile moda è diventata un tormentone nelle radio-telecronache sportive. «Tiro da parte di Shevchenko», «parata da parte di Buffon», «fallo da parte di Materazzi», perfino «gol da parte di Toni» sono purtroppo il nostro menu quotidiano. Instancabili alfieri del nuovo corso linguistico applicato al calcio sono in tv Gianni Cerqueti e Carlo Nesti, l’uno spedito da RaiSport Sat il sabato pomeriggio sul campo principale della serie B, l’altro inviato speciale per la Coppa Uefa e per la Coppa Italia. Alla radio invece l’insuperabile distributore del «da parte» è Riccardo Cucchi, da anni colonna portante di Tutto il calcio minuto per minuto domenicale. Ieri, per esempio, ha fatto la radiocronaca di Udinese-Milan. Un compito eseguito alla perfezione, se non fosse per quella raffica abusiva di «da parte», alla fantastica media, a essere stretti, di uno ogni dieci secondi. Con l’aggravante che, sulle orme di cotanto maestro, anche gli allievi, da Bruno Gentili a Enzo Del Vecchio, da Antonello Orlando a Tonino Raffa, si sentono in dovere di aggiungere la propria, massiccia reazione di «da parte». Così si possono ascoltare perle di questo genere (estrapolate, per la cronaca, da Tutto il calcio del 23 ottobre 2005, ottava giornata di campionato): «Ci sarà una sostituzione da parte del fuoriclasse brasiliano», dove Livio Forma in Udinese-Inter intendeva semplicemente spiegare che Adriano sarebbe stato presto sostituito, non che Adriano fosse diventato di colpo l’allenatore dell’Inter. Il serafico Giulio Delfino si è spinto oltre: «Espulsione giusta da parte di Morrone»: quindi, secondo lui, in Livorno-Reggina, l’impetuoso Morrone, trafitto da encomiabile spirito olimpico, si era autoespulso. Restando alla radio, davvero impagabile il servizio del Gr1 delle 13 di mercoledì scorso sull’Antica Focacceria San Francesco di Palermo, finita nel mirino della mafia che volevano impadronirsene. «Nel ristorante - ha aggiunto la solerte giornalista - secondo la leggenda si sarebbe fermato Garibaldi con i suoi Mille». Avranno prenotato?