Quando la gente faceva la fila per andare a teatro

Marina Pescatori

Si è da poco inaugurata alla Casa dei Teatri «Petrolini, Salamini e altri divini. Quando il teatro era più popolare del cinema», un’esposizione piccola ma ricca di note storico sociali che offre agli amanti del cinema e del teatro l’opportunità di approfondire aspetti inediti del grande comico Petrolini, e anche qualche spunto in più. Attraverso i suoi ricordi, materiali appartenuti all’attore mai presentati prima, la mostra curata da Nicola Fano invita a riflettere sul fenomeno del divismo e sull’uso fattone dal potere politico nel corso del Ventennio. Fino al 5 gennaio, documenti, libri, memorie, ritagli di giornale da Petrolini stesso conservati, offrono del noto comico una lettura intima che esalta la sua originalità di autore-interprete di parodie ricche di sfondi psicologici, di espressioni gergali studiate ad hoc, di macchiette quali: Gastone, personaggio che irride al divismo del dannunzianesimo cinematografico; Amleto, espressione viva del suo giudizio negativo su un certo teatro di prosa; Salamini, parodia critica dell’intrattenitore sciocco del Varietà. Personaggi, questi, tutti «caricati» al massimo, per un genere di spettacolo che allo stesso tempo faccia ridere e pensare - esempio per le successive generazioni di comici. La mostra alla Casa dei Teatri, le cui salette si visitano ascoltando le canzoni di Petrolini, i cui spazi propongono oggetti di scena, manifesti, e un documentario sull’attore, è arricchita anche da una rassegna di film in cartellone per tutta la durata dell’evento. Si tratta di pellicole che fecero furore all’epoca del muto ed oltre, ora proiettate alle undici del mattino e alle tre del pomeriggio in uno spazio della mostra loro dedicato. In programma: La febbre dell’oro (1925) di Charles Chaplin, Io e la vacca (1925) di Buster Keaton, Animal Crackers (1930) dei Fratelli Marx, Non ti pago! (1942) di Eduardo e Peppino De Filippo, Nel paese delle meraviglie (1934) di Stan Laurel e Oliver Hardy. Immancabili, anche le sole due pellicole comiche che restano di Ettore Petrolini: Nerone (1930) e Il medico per forza (1932). Come evento speciale, in occasione dello spettacolo Gastone in scena dal 2 all’11 gennaio al teatro Valle, martedì 9 gennaio, per la prima volta ed in esclusiva, si potrà vedere a teatro il film Gli allegri masnadieri, pellicola del 1937 fortunosamente ritrovata a Tirana e restaurata dalla Cineteca di Milano. Ne sono interpreti i Fratelli De Rege, i grandi comici che raccolsero in pieno l’eredità di Ettore Petrolini.
Fino al 5 gennaio. Casa dei Teatri, Villa Doria Panphilj, Villino Corsini, ingresso Arco dei Quattro venti. Orario: dal martedì alla domenica, dalle ore 10 alle 17. Ingresso gratuito.