Quando il gioco dà una mano alla ricerca

Quattrocentomila euro per la ricerca. I fondi sono stati consegnati dal Comitato Telethon e dall’amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato (Aams) alla fondazione Santa Lucia, che grazie al finanziamento porterà avanti quattro progetti, uno in più rispetto allo scorso anno. Quattro percorsi di ricerca «adottati» dalla Sisal, dalla Snai, da Lottomatica e da «Il gioco fa rotta verso la ricerca», progetto recente che riunisce finanziatori minori (Acmi, Atlantis World, Cogetech e Gamenet) in un unico gruppo.
La nuova iniziativa ha permesso di sostenere il neurologo Antonio Orlacchio e il suo studio sulla paraplegia spastica ereditaria, che va ad affiancarsi a quelli di Maria Teresa Carrì sulla sclerosi laterale amiotrofica, di Francesco Cecconi sulle malattia neurodegenerative e di Giuseppe Matarese sul diabete. Proprio il progetto di Orlacchio, che ha il compito di ricercare i geni che causano la malattia, ha già prodotto risultati di grande rilievo. Dei circa trenta geni individuati finora, due sono stati scoperti dall’équipe del medico, che ha annunciato di essere molto vicino all’isolamento del terzo. «Tutto questo - è l’opinione del neurologo - è stato reso possibile dall’interazione tra la fondazione per cui lavoro, Aams e Telethon. Grazie a loro ho a disposizione un laboratorio di altissimo livello, esattamente come succede negli Stati Uniti». «È un grande piacere per noi lavorare con Telethon - ha detto Luigi Amadio, direttore generale della fondazione Santa Lucia - perché tra le organizzazioni che finanziano progetti di ricerca è quella che analizza con maggior serietà gli istituti cui destinare fondi». «L’assegnazione delle risorse - gli ha fatto eco Boris Biancheri, consigliere di amministrazione di Telethon - non segue criteri politici, di potere o di conoscenza. Abbiamo una doppia commissione che valuta attentamente quali percorsi di ricerca sostenere. La speranza è quella di continuare a crescere insieme all’Aams, perché l’idea di associare la finalità ludica del gioco alla ricerca è davvero molto bella».