«Quando è in gioco il Paese i moderati ci danno i voti»

Berlusconi a Fi: «Per vincere nel 2006 bisogna attaccare Prodi sull’Euro»

Fabrizio De Feo

da Roma

Lo sguardo è ormai puntato sulle elezioni politiche dell’anno prossimo, alla lunga campagna in vista della sfida del 2006. E Silvio Berlusconi raduna e sprona le truppe per la battaglia che dovrebbe portare a rimodellare il centrodestra in una forma più competitiva e unita, capace di assicurare concrete chance di vittoria per la prossima legislatura. Il premier ha già fissato la strategia di comunicazione, il messaggio da far arrivare agli italiani: bisogna legare il nome di Prodi all’euro. «Tutti i sondaggi - ricorda - dimostrano che la percezione dell’euro è negativa. Dobbiamo associare questa percezione al nostro avversario». Occorre legare il nome del professore bolognese alla «modalità sbagliata di ingresso nell’euro». Questo è il primo passo: il messaggio. Poi c’è da ristrutturare la coalizione. Ha poi ricordato che quando entra in gioco il destino del paese «i moderati scendono sempre in campo. Alle regionali la gente pensava non ci fosse in gioco il destino dell'Italia per questo abbiamo perso molti voti. Alle prossime politiche invece la posta in gioco è più evidente ed è chiaro che i moderati voteranno il centrodestra». Un’appello quindi all’unità e alla responsabilità che vale per tutte le forze politiche della coalizione. I partiti di centro-destra devono infatti trovare una nuova casa comune, un partito unico.
Nel delineare questa strategia, che mette in risalto il ruolo di Forza Italia, il presidente del Consiglio ha comunque ribadito il suo «convinto» europeismo, confermando alcuni capisaldi come la presenza del nostro paese nell'eurozona. Non è l’euro infatti il problema, ma il modo in cui l’Italia è arrivata a questo appuntamento, senza paracaduti e con un’approssimazione non degna di un paese che vuole essere protagonista economico, anche in una fase di difficoltà e di congiuntura sfavorevole.
Da fare c’è molto, a cominciare dalla «sua» Forza Italia. Per questo il premier ha radunato ieri sera per cena a Palazzo Grazioli il Comitato di presidenza azzurro. All’ordine del giorno, il progetto di realizzazione del partito unitario del centrodestra e i vari «step» che caratterizzeranno la campagna elettorale per le Politiche del 2006. Una riunione preparatoria in vista del Consiglio nazionale del prossimo 21 luglio a cui hanno preso parte Marcello Pera (applaudito al suo ingresso), Giulio Tremonti, Claudio Scajola, Beppe Pisanu, Gianfranco Miccichè, Enrico La Loggia, Stefania Prestigiacomo, Sandro Bondi, Fabrizio Cicchitto, Elio Vito, Donato Bruno e Lucio Malan.
«La proposta è quella di fare un’assemblea di tutti i partiti che formino un gruppo costituente entro la fine di luglio» riferisce al termine della riunione il ministro Miccichè. «Siamo tutti convinti della bontà di questa scelta. Ho trovato un presidente del Consiglio in forma, bello tonico come quando vinse le elezioni». Infatti il premier ha invitato i suoi a rimboccarsi le maniche sottolineando che Forza Italia esiste, resiste e cresce e avrebbe citato dei sondaggi secondo i quali la Cdl avrebbe raggiunto il centrosinistra nella quota proporzionale toccando il 48% dei consensi.
L’offensiva sul partito unico è a tutto campo. Oggi a pranzo, infatti, Berlusconi incontrerà Gianfranco Fini, Pier Ferdinando Casini e Marco Follini per discutere tanto della casa comune quanto della leadership. E in serata chiuderà il cerchio dei suoi appuntamenti con la cena al Teatro Capranica con i gruppi parlamentari della Cdl.
Una sorta di stati generali della maggioranza che servirà a fare il punto sulle prospettive politiche della coalizione alla vigilia del congresso dell’Udc e dell’assemblea nazionale di An. L’appuntamento servirà anche a mobilitare le «truppe» in vista degli ultimi impegni parlamentari prima della fine della legislatura, così da evitare incidenti di percorso nei passaggi più delicati. Si parlerà anche della riforma della legge elettorale.
L’idea di questa riunione è venuta a Silvio Berlusconi qualche giorno fa, durante una cena con tutti i capigruppo della maggioranza. Successivamente sono stati informati Fini e Follini.