Quando il gioco si fa duro, Emmons vede doppio

D ice un vecchio detto: non saresti in grado di centrare l’oceano nemmeno cadendo da una nave. Ed è un po’ quello che è successo al tiratore statunitense Matthew Emmons: per quattro lunghi anni ha sognato quell’ultimo sparo ad Atene, quando colpì il bersaglio dell’avversario e da primo che era finì in ottava posizione. A Pechino doveva essere tutt’altra storia: Matthew si presenta in testa all’ultimo tiro, dove gli serve un misero 7.6 per aggiudicarsi la medaglia d’oro persa per strada ad Atene. Sa che cosa lo aspetta, lo ha già vissuto quattro anni prima, eppure tira peggio di un bambino al luna-park e non riesce a vincere nemmeno l’orsetto di consolazione.