Quando il «Giornale» fece traslocare D’Alema

Il 17 agosto del 1995 il Giornale dava il via all’inchiesta che avrebbe provocato lo scandalo di Affittopoli (neologismo attestato anche dall’Accademia della crusca) rendendo pubblici i canoni di affitto, davvero di favore, pagati da politici, boiardi di Stato, giornalisti e sindacalisti. Gli alloggi, tutti di pregio, occupati dagli inquilini vip erano di proprietà di enti previdenziali. L’allora ministro del Lavoro, Tiziano Treu, fu costretto a rendere noti gli assegnatari delle case che facevano parte del patrimonio immobiliale di Inps, Inpdai e degli altri enti previdenziali. E il 5 settembre del 1995, al «Maurizio Costanzo show», Massimo D’Alema, uno dei tanti potenti che godeva degli affitti «calmierati» annunciava che avrebbe lasciato la sua abitazione, di proprietà Inpdap. Promessa che avrebbe mantenuto all’inizio del 1996.