Quando il grande design italiano mette l’originalità in primo piano

Le straordinarie «icone» dei nostri stilisti esposte nei musei di tutto il mondo

Antonello Mosca

Contrariamente a quanto il grande pubblico crede, davanti ad una moltitudine infinita di proposte, se c'è una cosa che l'arredo di oggi non possiede in diversi settori merceologici, è proprio l'originalità. Basta andare a rivedere le immagini dei tanti oggetti creati dal 1950 al 1980 e ritroverete facilmente, con maggior perizia e furbizia, con l'aiuto di materiali e tecnologie diverse e attuali, tutto quanto vi viene oggi spacciato come creazione di architetti e designer di grande fama e capacità. Sono questi poi gli stessi che, sempre rifacendosi a cose già fatte, propongono pezzi tra loro quasi identici alle più diverse aziende. Ma vi domanderete come possa un designer proporre le stesse cose a diversi concorrenti e la risposta non è difficile da trovare. Da una parte regna la più grande ignoranza da parte di tanti e tanti industriali su quanto è accaduto in un passato da loro non vissuto, dall'altra essi pensano che rivolgendosi a creatori conosciuti il successo sia garantito, dall'altra ancora i progettisti, proprio basandosi su questi due primi elementi, come suol dirsi "ci giocano dentro". in effetti questi volumi che illustrano il passato oltre ad essere costosi, non dicono nulla al pubblico di oggi e quindi la loro conoscenza è chiusa nel mondo degli addetti ai lavori, e per la verità nemmeno a tutti, compresi i giovani. Se l'originalità c'è stata in questi ultimi anni la si è vista in due settori ben precisi del modo di abitare. Una è quella dei cosiddetti "servizi", vale a dire il bagno e la cucina, due è quella della "parete attrezzata" nel soggiorno. Ma la novità non si può certo dire sia nata dalla matita di qualcuno, è nata dalla tecnologia e dai bisogni che sono mutati. Nel bagno sono sopraggiunti elementi di ricerca del benessere intimamente legati alla tecnica, ed ecco nuove vasche, nuove docce, nuovi lavabi e infiniti giochi sui poveri rubinetti. In cucina invece la vera rivoluzione, dovuta anche alla nuova concezione di questo ambiente, non più da vivere solo per una semplice cottura, ma per godere di mille vantaggi, di spazi, di convivialità, di esibizione anche. In soggiorno quello che ha dettato le regole è stato il televisore. Occorreva un mobile che lo contenesse per dimensioni, visibilità, spessore e nello stesso tempo ospitasse libri, stoviglie e quant'altro. E allora come omaggio all'originalità perché non presentare la Gufram, azienda entrata nel mondo della Poltrona Frau, che in ogni suo pezzo ha sempre fatto convivere l'arte e l'ironia?