Quando i fantasisti giocano all’anagrafe

Alle 11 di ieri mattina è nato Tobias, primogenito di Alessandro Del Piero e Sonia Amoroso. Alex ha conosciuto sua moglie otto anni fa quando lei faceva la commessa in un negozio del centro, altre notizie sul sito del capitano, nessuna comunque che conduca alla scoperta della scelta del nome. In fondo Tobias è solo più originale di Romarinho, il figlio di Romario, Ronald, il figlio di Ronaldo, o Adriano Junior, il figlio di Adriano e basta. I brasiliani comunque quando s’impegnano sanno fare molto meglio, papà Sisemado chiamò Maicon Douglas, attuale difensore dell’Inter, in onore di Michael Douglas, questione di pronuncia. E quello del portoghese Cristiano Ronaldo pensava addirittura a Ronald Reagan, attore ed ex presidente degli Stati Uniti di cui era un fan della prima ora. I brasiliani comunque sono lontani qualche galassia dalla sottile leggerezza dei cinesi. Zheng Zhi, il capitano della nazionale, ha chiamato il suo piccolino @, la chiocciolina usata negli indirizzi e-mail. Zhi ha spiegato che c’è poco da ridere, in cinese il simbolo si pronuncia «ai ta» e significa «amalo».
Qui siamo a livelli inaccessibili, ammettiamolo, al confronto un Brooklyn, con tutto il rispetto, cade nel banale, anche se David Beckham ha spiegato che il suo erede ha proprio il nome del ponte, quello dove il piccolo è stato concepito con mamma Spice. Comunque c’è chi ha già pensato a porre un freno alla fantasia dei genitori, per esempio il presidente del Venezuela Hugo Chavez sta studiando una legge, che poi eventualmente per il bene del popolo imporrà al Parlamento, in cui è severamente vietato mettere alla berlina i propri figli battezzandoli con nomi stravaganti o di difficile dizione. Il sito che riporta la curiosa notizia fa alcuni esempi, in Venezuela, per esempio, sarà vietato chiamare il figlio «Superman».
Sono notizie che lasciano il segno come quest’altra che giunge dalla Germania: è vietato dare il nome di calciatori ai vibratori. Il tribunale di Amburgo ha dichiarato illegale tale prassi e quindi la ditta che produceva articoli erotici ha dovuto rifare il proprio catalogo dove Oliver Khan, mitico portiere del Bayern, la faceva da padrone. Per fortuna c’è qualcuno che pensa. Del resto il mondo sta cambiando, un recente sondaggio ha stabilito che neppure i cani vengono più chiamati con i nomi di una volta e riporta degli esempi abbastanza inquietanti. Dopo i vari Lassie, Fido, Rocky e Fuffi, c’è stata l’epoca dei Tyson, Baggio, Gullit e Trezeguet, superati a loro volta. Ora l’ultimo censimento ha cambiato nuovamente lo scenario, in giro ci sono 52 Chanel a quattro zampe, ma anche 16 Dior e 11 Gucci. Giusto perché nessuno pensi male.