Quando i futuristi salvarono il pesto

La Gam di Nervi ricorda il centenario del Manifesto del Futurismo di Marinetti, pubblicato su Le Figaro il 20 febbraio 1909, organizzando il «Febbraio futurista» con conferenze, altre iniziative ed esposizione di opere degli artisti del movimento che in Liguria ebbe un polo d'eccellenza. Una nota curiosa è quando sul Caffaro (5 febbraio '09) comparve un articolo scandalizzato, più tardi lo stesso «scandalo» investì il Manifesto della Cucina che voleva abolire la tradizione iniziando dagli spaghetti! Furono i futuristi liguri, primi anni Trenta, in contrasto con Marinetti, a cercar di salvare almeno la salsa di smeraldo con un'istanza pro «trenetta avvantaggiata» che senza pesto diventava «collosa segatura». L'episodio sarà ricordato da Nico Stringa proprio il 20 (h.16.30) tra molti retroscena d'Epoca. La Sala della Gam ha un nucleo di opere rappresentative dei primi anni Trenta: Senso di gravità di Fillia, Un italiano di Mussolini (dedicato a Mario Carli) di Dottori, Diamante Nero e Zircone di Canegallo, Il Bagarillo di Tullio d'Albisola e Nitrito in velocità di Depero. A Nervi, il 12 (ore 16.30), Nicoletta Boschiero, responsabile per la Galleria d'Arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto delle raccolte artistiche, parlerà della Casa d'Arte Depero, primo ed unico Museo futurista in Italia di cui è referente. Il patrimonio, amministrato in comodato dal Mart, consta di 3.000 oggetti: dipinti, disegni, arazzi in lenci, tarsie, manifesti, mobili, giocattoli, prodotti d'arte applicata. Gli appuntamenti alla Gam delineano il Futurismo promotore di un rinnovamento dell'Arte italiana contro l'accademismo.