Quando l’arte tira tardi

S e la qualità della vita di una metropoli si misura anche dall'offerta culturale e dalle proposte di svago notturno, questa sera potremmo sentirci per una volta in buona compagnia con le grandi capitali europee: musei e gallerie non andranno a dormire e accoglieranno il pubblico fino a mezzanotte. È «La Notte bianca dell'arte», e coincide con l'edizione 2009 di MiArt, fiera internazionale di arte moderna e contemporanea in corso a fieramilanocity fino a lunedì. Non è la prima «notte bianca» di Milano, e già in passato eventi di questo genere - più o meno benedetti dal tempo - trovarono ampia risposta tra i cittadini. Questa volta, tuttavia, l'iniziativa promossa dal comune è più mirata: non di saracinesche alzate, di locali aperti e di balli in piazza stiamo parlando, ma di una scorpacciata d'arte e di cultura.
Cominciamo dai musei civici, che per volontà dell'assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory saranno aperti e con visite guidate gratuite. Se non vi siete mai recati nel delizioso museo Archeologico di corso Magenta, approfittatene: dalle 16.30 di oggi l'ingresso sarà gratuito e i reperti conservati insieme alla dettagliata ricostruzione della Milano romana valgono la visita. Se poi non siete tra i 33.600 visitatori che in dieci giorni hanno ammirato la mostra «Michelangelo. La Pietà Rondanini e il Crocifisso ritrovato», sappiate che il Castello Sforzesco, sempre con ingresso gratuito dalle 16.30, rimane aperto fino a mezzanotte (da vedere anche la mostra della scultrice contemporanea Cordelia von den Steinen). Visitabile in notturna anche la Galleria d'Arte Moderna e il raffinato museo Boschi Di Stefano, dedicato all'arte moderna (prenotazione obbligatoria della visita guidata gratuita allo 02-20240568); porte aperte fino a mezzanotte, ma a pagamento, anche a Palazzo Reale con la mostra sul Futurismo e quella sui Samurai, così come a Palazzo della Ragione con «Extreme beauty in Vogue» e alla Fondazione Stelline dove «F.T. Marinetti = Futurismo» dalle 20 sarà a ingresso ridotto a 6 euro.
Non è tutto: le gallerie milanesi che aderiscono al circuito Start (come Giò Marconi e Francesca Kaufmann) rimarranno aperte ben oltre gli orari consueti, e speriamo che la cosa torni a ripetersi spesso, per rammentare ai milanesi quale ricchezza culturale (ed economica) rappresentino questi spazi cittadini.
Il vero cuore pulsante della «Notte bianca dell'arte», e anche questa ci pare una buona scelta, non sarà in centro città, ma in periferia, a Lambrate, nell'ex quartiere operaio dove si produceva la mitica Lambretta e dove oggi, grazie a un'intelligente opera di riconversione industriale, è nato un distretto creativo: siamo in zona Ventura, dove sorgono prestigiose gallerie (Massimo De Carlo e Zero, solo per citarne due), case editrici (Abitare), Radio 101 e la Scuola Politecnica di Design in un tessuto urbano in continua trasformazione, seppur ancora da migliorare nei servizi. Qui, in via Cletto Arrighi, dalle 21, si terrà la festa di MiArt, in concomitanza con l'inaugurazione di «Lap. Lambretto art project. Osservatorio del Contemporaneo», nuovo polo dedicato alla cultura, all'arte, alla creatività e al design contemporaneo ideato da Mariano Pichler, cui si deve la nuova identità del quartiere. In un capannone di 1.500 metri quadrati, che diventerà la sede dell’osservatorio culturale, sarà inaugurata l'installazione «I hear a shadow», una grande scultura in bronzo dell'artista Nico Vascellari.