Quando l’horror diventa orribile

Viviana Persiani

Si è detto in più di una occasione che la gente sta disertando, da qualche tempo a questa parte, le sale cinematografiche, a causa, non solo dei prezzi alti, ma anche per la qualità sempre più povera dei film. Tutto vero; a discolpa dei produttori e dei distributori, però, va sottolineato che le pellicole saranno anche ripetitive e di scarso valore artistico, ma se te le ritrovi ai primi posti dei film più visti, una ragione ci sarà per continuare a proporle. In effetti, nell'ultimo week-end abbiamo visto, a livello nazionale, piazzarsi al secondo posto «Boogeyman», uno dei film più brutti e senza idee che il genere horror abbia prodotto. Stephen Kay, il regista, non ne ha azzeccata una, poco aiutato da una sceneggiatura che non imbastisce una trama che sia una, nemmeno sforzandosi, con la buona volontà, di trovarla. La favoletta dell'uomo nero che molti sonni ha agitato nell'infanzia di generazioni di persone, poteva prestarsi a mille sviluppi diversi da questa sorta di sequenza di inquadrature dal basso e primi piani su volti inespressivi. Insomma, il trionfo dell'ovvietà e della banalità che invece che grida di paura, semina, tra il pubblico, risate di scherno.
Per fortuna, ogni tanto, capita di vedere film che meritano il prezzo del biglietto, come l'interessante «La samaritana» del regista coreano Kim Ki-Duk, autore di talento che conferma, con questa pellicola, che la buona qualità non deve, necessariamente, stare di casa solo in Europa. Una prostituta, ancora minorenne, pur di sfuggire alla polizia, preferisce uccidersi. La sua amica, allora, decide di vendicarla fino a quando il padre non si accorgerà di tutto. Un film che non pretende di fare morale a tutti i costi ma che si segnala come una passerella intrigante di sensi di colpa e di rimorsi più o meno sopiti. Da vedere.
Così come interessante è «La sposa siriana», diretto da Eran Riklis. La protagonista sta per sposare una star della televisione; ma il giorno più bello della sua vita si trasforma anche nel più brutto perché la donna sa che una volta superato il confine non potrà più rivedere la sua famiglia. Un film intelligente che racconta anche con venature umoristiche la tragedia assurda della guerra, in questo caso tra Siria ed Israele. Ha avuto ragione chi ha visto nella pellicola diretta dal cineasta israeliano una sorta di commedia all'italiana ma anche di teatrino dell'assurdo tanto carico a Kusturica. Il messaggio di speranza è che forse proprio dalle donne si può trovare la luce in fondo al tunnel dell'odio costruito dal maschio. Un plauso, tra gli interpreti, a Hiam Abbass, la sorella maggiore della sposa, già ammirata in «Satin Rouge».
I film più visti a Genova nell’ultima settimana: 1) La guerra dei mondi; 2) Batman Begins; 3) Boogeyman; 4) Quo vadis, baby?; 5) La diva Julia; 6) La samaritana; 7) La vendetta dei Sith; 8) Sin City; 9) La sposa siriana; 10) Le pagine della nostra vita.