Quando l’orologio d’epoca diventa una passione

Tra i negozi storici "del tempo" con sede a Milano e specializzati nell’alta gamma è sicuramente da annoverare l’Orologeria Luigi Verga di via Mazzini, angolo via Dogana. A condurla sono padre e figlio, Valerio e Umberto ed è quest’ultimo che abbiamo incontrato per una chiacchierata sul tema: come far convivere, nello stesso tempo, gli orologi d’epoca con i modelli nuovi.Prima però una breve presentazione di Umberto. E’ in negozio da 24 anni, vi entrò, infatti, nel 1982 appena ventenne, «Volevo fare l’avvocato», racconta, «ma la voglia di studiare non era particolarmente forte, così cominciai ad aiutare papà facendo le consegne, vale a dire come fattorino». E la passione e il gusto per gli orologi? «La passione non viene automaticamente, si acquisisce anche con la professionalità. Negli anni 80 mio padre è stato uno dei primi, forse il primo in assoluto, a proporre accanto agli orologi nuovi i modelli d’epoca: ricordo che arrivavano in negozio pezzi importanti, che oggi valgono cifre inavvicinabili, e a poco a poco ho imparato a conoscerli e ad apprezzarli».
Ma come opera un negozio che,accanto alle marche più prestigiose di oggi, offre anche orologi del tempo che fu ? Non c’è contraddizione o perlomeno conflitto d’interessi? «Sono due fasce di clientela completamente diverse e non paragonabili», spiega Umberto, «l’acquisto di un modello antico è più meditato, mentre per un orologio moderno è più istintivo, con implicazioni della moda e della pubblicità. Va detto poi, che noi non proponiamo modelli d’epoca in alternativa ai nuovi; mostriamo un modello antico solo se ci viene richiesto e, quanto all’assortimento, abbiamo pochissimi pezzi e solo d’alta qualità».
Qualche consiglio per chi vuole rivolgersi ai modelli d’epoca? «La prima molla deve essere il piacere di possedere l’oggetto e non il fine di un investimento lucroso. E a questo proposito consiglierei di puntare sui modelli da tasca: è vero che è difficile da portare al giorno d’oggi, ma bisogna considerare che a parità di blasone e prestazioni costa un terzo di un corrispondente modello da polso e il solo guardarne la meccanica può dare un piacere immenso, senza considerare “il vissuto” importante che quell’orologio può avere».