Quando l'amicizia rompe le barriere della politica

Il sindaco di Palermo Diego Cammarata (Pdl) racconta il suo legame con il ministro ombra del Pd Marco Minniti: &quot;L’appartenenza a schieramenti diversi non ha impedito che tra noi si creasse un rapporto di stima e simpatia reciproca&quot; <br />

Sono quanto di più diverso si possa immaginare. Tanto schivo e riservato Marco Minniti, deputato del Pd e ministro dell' Interno “ombra” dello stesso partito, tanto aperto, compagnone e solare Diego Cammarata, sindaco Pdl di Palermo e ex deputato di Forza Italia. Eppure, forse proprio perché così diametralmente opposti, Diego e Marco sono amici. Mai un litigio, mai uno screzio, mai uno scontro, meno che mai per quella politica che di fatto li vede schierati su fronti opposti. Solo un rammarico, per entrambi: i troppi impegni, che, soprattutto da quando Diego fa il sindaco a tempo pieno, impediscono loro di stare insieme più spesso, come tante volte si sono ripromessi di fare.

L’inizio dell’amicizia. “Ci siamo conosciuti nel 2001 – racconta Cammarata – quando eravamo insieme, come parlamentari, nella delegazione Nato. Da quella frequentazione occasionale è nata una grande simpatia e una stima reciproca. In quel periodo, soprattutto quando eravamo in missione, eravamo inseparabili, uscivamo sempre insieme”. Litigi per la politica? «Mai. E poi Marco non è una persona con cui si può litigare. È sempre attento, ascolta, è estremamente leale. Quando lui era viceministro e io già sindaco, tante volte ci siamo consultati a vicenda. Io gli ho parlato spesso dei problemi della mia città, e lui mi ha chiamato per conoscere il mio parere e per sentire i miei suggerimenti quando il governo aveva da prendere decisioni riguardanti il Sud. Insomma, uno scambio di opinioni tra amici”.

Amici nella vita, nemici in politica. Ma com’è possibile che due persone che di mestiere fanno politica possano essere amiche pur avendo idee radicalmente diverse? “Con Marco ¬– continua Cammarata ¬– non c’è mai stato alcun problema, anche perché quando ci frequentiamo da amici di tutto discutiamo meno che di politica. C’è stata una spontanea simpatia reciproca nata proprio a causa degli impegni politici che nel tempo è diventata stima. La politica non è mai stata una barriera”.

L’amicizia adesso. “Purtroppo – conclude Cammarata ¬- non ci vediamo più tanto spesso. I nostri rispettivi impegni non ci consentono di frequentarci spesso, ma ogni volta che ci incontriamo ci facciamo grande festa. Mi auguro che presto possiamo realizzare quello che più volte ci siamo ripromessi: una bella vacanza insieme, con le rispettive famiglie”.