Quando il magistrato Lari prendeva a calci il pallone

Siamo nel 1987. Il San Fruttuoso, squadra molto forte che gioca in Promozione, ha bisogno di un centrocampista dei piedi buoni. Allenatore è un tal Claudio Onofri. Ecco che si presenta un’occasione d’oro: l’acquisto di un «gioiellino» (come spiega oggi Onofri). Costa niente, ha solo voglia di giocare. Si chiama Alberto Lari. Già, proprio lui. Il sostituto procuratore che ha dato il via alla tormentata avventura giudiziaria del grifone. Chi mai lo avrebbe detto? Allora, quasi vent’anni fa, Lari pensava al calcio, aveva nel cuore già allora la «sua» Sampdoria.
Onofri che giocatore era, Lari Alberto?
«Un bravissimo giocatore, corretto, serio, sobrio nel gioco. Era una mezz’ala sinistra, dal tocco piacevole».
Un «uomo assist»?
«Esatto»
Tutto il contrario del ruolo di magistrato, nel quale ci sembra un vero bomber...
«Non lo so (ridacchia Onofri rossoblù). Certo era un tipo tranquillo, quel che si dice un bravo ragazzo».
Alberto Lari ha poi intrapreso la carriera di magistrato. Ottima votazione, curriculum fra i più positivi. Esperienze notevoli: persino in Sicilia come elemento di valore nello staff dell’antimafia. Infine il ritorno a Genova, il suo cuore che torna a battere per la Samp (fa parte delle «toghe blucerchiate» e, da qualche tempo nell’occhio del ciclone per via dei cugini. Ma luoi, abituato a ben altre battaglie cerca di percorrere la sua strada. Impensabile che gli siano arrivato minacce, impensabile che il calcio favorisca queste reazioni.
I tempi lontani del San Fruttuoso sono passati, sono un bel ricordo, felice, spensierato legato ad una foto. La foto di un ragazzo semplice corretto, dal piede buono. Dal «sinistro» delizioso. Scherza Onofri, suo simpatico allenatore con una battuta: «Cosa gli è venuto in mente di fare il magistrato?».