Quando Mastella voleva spostare il direttore Asl

La telefonata fra il ministro e il presidente della Regione nel dossier del pm Woodcock

da Roma

Una telefonata del ministro della Giustizia finisce agli atti di un’inchiesta di Henry John Woodcock. Un colloquio non legato alle indagini del Pm di Potenza, riferite a presunti casi di corruzione nella sanità lucana. L’intercettazione è quasi casuale, visto che sotto controllo non era il telefono di Clemente Mastella, ma quello del suo interlocutore, il presidente della Basilicata Vito De Filippo.
Le frasi pronunciate da Mastella potrebbero comunque avere ripercussioni visto che Woodcock ha chiesto al Gip di inoltrare al Parlamento l’autorizzazione ad usarle, insieme a quelle di altre intercettazioni.
Nella telefonata, il Guardasigilli suggeriva al presidente lucano la rimozione del direttore generale dell’ospedale San Carlo di Potenza Michele Cannizzaro, che poi si dimise dall’incarico. Nella registrazione Mastella parla del coinvolgimento della moglie del manager, il Pm antimafia di Potenza, Felicia Genovese, nell’inchiesta cosiddetta «Toghe lucane» del Pm di Catanzaro, Luigi De Magistris. Un suggerimento - hanno commentato ieri ambienti della segreteria dei popolari Udeur, il partito di Mastella -, che deve essere valutato come «un giudizio politico, espresso non solo privatamente, ma anche pubblicamente, in alcune interviste rilasciate dal segretario dell’Udeur».
L’intercettazione del ministro è indiretta. Ad essere controllato era il telefono di De Filippo. La prima udienza davanti al Gip, Gerardina Romaniello - che ha deciso di nominare all’inizio del 2008 un perito che dovrà trascrivere le conversazioni telefoniche intercettate dai Carabinieri - si è svolta il 21 dicembre scorso, a Potenza. Ieri il Quotidiano della Basilicata ha pubblicato i nomi di Mastella, De Filippo e dell’on. Salvatore Margiotta (Margherita-Pd), dell’assessore regionale lucano alla sanità, Antonio Potenza (Udeur).