Quando il mite Capozucca urlò in modo selvaggio

In tribuna vip, il presidente Udinese Pozzo non ci credeva, la sua bella squadra veniva sbattuta dal suo ex amico (o «nemico») Pasquale Marino. «Pasquale - sembrava dicesse Pozzo - proprio non dovevi farmela!». Ma Pasquale, raggiante di gioia, attendeva questa fredda vendetta: e l’ha consumata con sottile piacere. Per una volta ha persino sorriso alla fine, perdendo per un attimo quel suo atteggiamento (tipici anche nelle conferenze stampe) da vice-commissario di polizia. Dunque un’amara domenica per Pozzo, mentre per Preziosi una gioia infinita, tanto da scappare via al derby milanese con una vittoria luminosa con in tasca il «biglietto di andata» (ma anche di ritorno?) per il ragazzino Merkel dato ormai ad Allegri, magari in cambio momentaneo di Al Sharawi... Festa grossa, dunque, in tribuna. Persino Giorgio Guerello era contento, nonostante gli avessero comunicato che la Provincia (dove lui avrebbe potuto essere il nuovo presidente) l’hanno eliminata perché costa troppo. «Che ti devo dire - annotava accanto a Pippo Spagnolo - ci tenevo, avevo il 70 per cento dei suffragi». Meglio così, meglio un tifoso genoano felice che un presidente di Provincia sempre senza soldi...
Due belle fanciulle hanno portato fortuna al Grifo: le aveva accompagnate in tribuna quel cronista radiofonico (voce stupenda) che si chiama Marco Bisacchi. Erano quella straordinaria «sciatrice di fondo» Emanuela Mortari e la chic...issima (tacco 12) Michela Rabino. Hanno raccontato la vittoria rossoblù dai microfoni di Babboleo. Così come mai avevamo sentito «urlare» in modo selvaggio (ma giustificatissimo) il mite Capozucca, quando quell’arbitro (ma era un «arbitro»?..) decise del rigore fantasma e dell’espulsione dell’«eroe» Marco Rossi. Un urlo da foresta tropicale. Grande Capozucca! Non vi diciamo lo sconforto e la rabbia del giudice Viazzi, e il sobbalzo (è tutto dire) del presidente Monteleone, ma anche il volo del nuovo berrettino rossoblù sfoggiato dall’onorevole Biondi. Applausi per l’acquisto di 17 anni, dal nome curioso, Andy Polo: era in tribuna sorridente, ma c’è stato anche un equivoco perché inizialmente fu l’urologo di lusso Marco Di Pierro ad essere preso per Andy... Tornato anche l’avvocato Sergio Carbone mentre in campo a fotografare (si fa per dire, meglio sarebbe «creare») Massimo Lovati, il geniale inventore di immagini. Pare fosse stato attratto dal volto e dalla chioma (tutta garibaldina) di Davide Biondini, per lui simbolo del risorgimento italiano, almeno un «risorgimento» genoano c’è stato proprio con Biondini... Alla fine un grido verso l’arbitro Doveri: «Arbitro... Dov’eri???». Nella gioia ci stava anche questa battuta.