QUANDO IL MONDO È AZZURRO

Andrea Rossi

Quattro allori mondiali: 1934, 1938, 1982, 2006. Quattro volte sul tetto del mondo. Solo il Brasile ha saputo fare meglio, con cinque allori. Gli azzurri seguono a ruota, davanti alla Germania. Prima dell’Italia di Lippi, quelle di Pozzo e di Bearzot; così diverse, eppure entrambe vincenti. Da una parte Meazza e gli oriundi, e poi ancora Meazza, scortato da Piola e Colaussi. Dall’altra il blocco Juventus, spina dorsale della nazionale di Bearzot: il carisma di Zoff, l’acciaio di Tardelli, i guizzi di Rossi. Da una parte i due mondiali consecutivi, con nel mezzo l’oro all’Olimpiade di Berlino, che segnano l’ingresso dell’Italia nell’olimpo del calcio. Poi, a distanza di 44 anni, il trionfo spagnolo, inatteso, giunto al termine di un’avventura travagliata, ma soprattutto segnata da vittorie epiche: la difesa di ferro che tarpa le ali all’Argentina; la tripletta di Rossi che stordisce il Brasile delle meraviglie; infine, la Germania Ovest. E il trionfo.