A quando palinsesti più liberi?

I concessionari chiedono maggiore autonomia all’Aams

La diatriba fra Aams e Snai, relativa al pagamento anticipato delle scommesse sullo scudetto dell’Inter, ha innescato una vivace discussione sui palinsesti, ritenuti fin troppo ingessati da parte degli operatori. È lo stesso pensiero della clientela che, specialmente sul gioco live, preferisce le più variegate offerte di alcuni siti stranieri. Per Raffaele Palmieri di Sicon «l’azione di Snai, benché poco ortodossa, rileva la necessità di uno storico cambiamento». Indispensabile, a suo dire, una maggiore autonomia operativa all’interno dei palinsesti e della libera offerta dei prodotti: «Aams, per quanto sensibile alle innovazioni commerciali, dovrà tener conto di queste nuove esigenze e seguire tempestivamente le dinamiche del mercato. La politica dell'autorizzazione dovrà lasciar il posto a quella della certificazione. E il ruolo del concessionario, al momento orientato esclusivamente sulla distribuzione, dovrà essere rivolto alla produzione del gioco. Sappiamo tutti che moltissimi giocatori italiani, nonostante il divieto, si rivolgono a players stranieri per la carenza di offerta da parte nostra: su tutti la Serie C2. Di questo e altro parleremo nell’Assemblea Sicon che si terrà martedì prossimo a Roma».
Ancora più diretto il messaggio di Giuseppe Tarricone, presidente di Totosì: «Mi sono complimentato con Ughi per l’iniziativa di pagare le scommesse sull’Inter vincente. Ci avrei dovuto pensare anch’io. Una mossa significativa sul piano pubblicitario e commerciale, quanto ci voleva per rompere il muro dei vincoli di Aams. Io ho aperto un sito di Totosì a Malta proprio per spronare i Monopoli, non certo per aumentare la raccolta. Mi auguro che l’Aams apra degli spiragli e consenta agli operatori italiani di aumentare il ventaglio delle offerte nell’ambito di precisi dettati. E’ assurdo che io abbia una idea, la proponga ai Monopoli e poi sia a disposizione della concorrenza. Dove vanno a finire l’inventiva e la concorrenza? Perché non posso proporre una quota sul numero di partite e di gol di Ronaldo? O sui risultati della C2? O sui marcatori?». Tarricone, inoltre, lancia due proposte: la prima di ordine fiscale («Ridurre l’imposta su singola, doppia e tripla, e aumentare quella sulle altre scommesse»), la seconda di ordine economico («Diminuire la giocata minima, che oggi è di 3 euro, e aumentare quella massima, ferma a 3mila euro con la possibilità di incassare non più di 10 mila euro»).
Sulla liberalizzazione del palinsesto è d’accordo anche Francesco Ginestra, presidente AssoSnai: «Con il nuovo scenario ci sono 19 mila punti che vendono lo stesso prodotto definito da Aams. Ogni operatore dovrebbe avere, invece, la possibilità di offrire al proprio pubblico un prodotto di gioco differente rispetto alla concorrenza, ovviamente all'interno delle regole definite dai Monopoli».