Quando parcheggi e vialoni diventano «vie della morte»

Attorno ai numerosi kamikaze del volante ruota un giro d’affari ultramilionario

Pierluigi Bonora

da Milano

Organizzare una gara illegale non è difficile. Di spazio a dispozione, del resto, ce n’è quanto si vuole: sia ai margini delle città sia nelle strade più centrali. Per non parlare del megaparcheggi di ipermercati, centri commerciali e stadi di calcio, ma anche delle aree abbandonate limitrofe alle baraccopoli e ai campi nomadi. Trasformare queste zone in improvvisati circuiti automobilistici è gioco da ragazzi. In questi luoghi i malati della velocità e del brivido si ritrovano soprattutto nel fine settimana dalle 23 in avanti.
Le gare clandestine, al di là delle forti puntate in denaro che le caratterizzano, possono diventare un’importante fonte di guadagno per il singolare e squallido indotto di meccanici senza scrupoli e piadinerie ambulanti. Ci sono macchine a cui, nel giro di poche ore, la potenza del motore dai 220 cavalli originali viene portata fino a oltre 350. Emulare un pilota di rally o di Formula 1 sulle rampe del Pincio e nella zona dell’Eur della Capitale può arrivare a costare, in modifiche e messe a punto, anche più di 25mila euro. Queste gare, per chi le pratica, sono come la droga. Anche la veloce Roma-Fiumicino, scorrendo le cronache dei giornali, è spesso percorsa come se fosse il rettilineo davanti alle tribune dell’autodromo di Monza. Ma anche al quartiere Pilastro di Bologna, sulla superstrada Milano-Lecco o i lungomare della Romagna non è difficile imbattersi, nelle ore notturne, in una delle tante corse verso la morte. In più occasioni, al loro arrivo, polizia e carabinieri hanno trovato un vero pubblico da stadio a tifare, tra cori e schiamazzi, e scommettere sui propri beniamini. Intanto, per bonificare le aree solitamente trasformate in piste, oltre ai blitz delle forze dell’ordine, le autorità sono ricorse a speciali telecamere a infrarossi, in grado di «leggere» targhe e identificare persone nell’oscurità. Il rischio di finire all’altro mondo o di passare il resto dei giorni su una sedia a rotelle, ma anche di mettere a repentaglio la vita di altre persone, non sembra spaventare i potenziali kamikaze del volante. E nemmeno un Codice della strada particolarmente severo pare avere effetto su queste persone: partecipare a una di queste assurde gare può comportare, oltre a una sanzione fino a 100mila euro, anche da uno a tre anni di reclusione.