Quando il Piemonte parla genovese

Paola Balsomini

«Con quella faccia un po’ così che abbiamo noi quando arriviamo a Genova», recitano i versi di una vecchia canzone. È quello che accade agli abitanti del Basso Piemonte, ma quelli d’adozione. Quelli che sono fuggiti dal traffico, dallo smog e dai ritmi di vita da ipertensione. Quelli che tornano ogni tanto, «per sbrigare faccende», «per rivedere la città o solo per un bagno al mare». Poi tornano ad Ovada, Novi, Gavi, Serravalle e i paesi che animano la Val Borbera, la Valle Stura, la Val d’Orba. Proprio qui sorge Capriata, paesello di due mila anime, abitato d’inverno e animato d’estate da chi preferisce starsene al fresco, lontano dalla macaia. Questo succedeva fino a qualche anno fa, perchè negli ultimi mesi i liguri hanno preferito saltare in macchina e fare qualche chilometro «Perchè in fondo ci mettiamo meno a prendere l’autostrada fino ad Ovada che ad attraversare il centro da Sampierdarena a Marassi». E allora da qualche tempo accade che il valore delle case sia schizzato alle stelle, che le vecchie casette vengano trasformate in ville magari con piscina; un boom edilizio incentivato anche dal complesso di golf «Villa Carolina» che attira in pianura i «big» genovesi, pronti ad emigrare in un’altra regione per accaparrarsi uno dei migliori green.
Insomma adesso in molti, in Piemonte, parlano in genovese. Tanto che a Capriata è nata anche un’associazione che ha lo scopo di favorire l’integrazione dei nuovi arrivati. Si chiama «Genovesi per Capriata e per l’Oltregiogo» e sta tentando di favorire l’inserimento dei residenti che hanno preferito abbandonare la loro città d’origine per rigenerarsi al contatto con la natura. «Le finalità dell’associazione - spiega il presidente Gian Battista Cassulo - è quella di favorire l’integrazione dei liguri che hanno compiuto una scelta di vita, magari alla ricerca di una maggiore tranquillità. Per questo abbiamo deciso di proporre qualcosa di concreto, avviando dibattiti e tavole rotonde, pubblicando ricerche e studi e sostenendo anche borse di studio per tesi di laurea riguardanti l’Oltregiogo. Premiare chi, quindi, con la sua opera, ha illustrato questo territorio graficamente piemontese ma ligure per sentimenti».
La Liguria non viene rinnegata, «È una città di montagna affacciata sul mare, a cui non potremmo mai rinunciare completamente»), ma la finalità è quella di una maggiore integrazione: «Vorremmo - spiega Cassulo - diventare parte attiva della nuova realtà, ed è chiaro che all’inizio ci sia un po’ di diffidenza per chi non è nato e cresciuto sul territorio».
Sabato alle 15 i soci fondatori si riuniranno per nominare il Comitato Direttivo e il nuovo presidente. L’associazione è attualmente composta da Adriana Dellacasa, Bruno Rapallo, Maria Luisa Pagani, Giancarlo Colombo, Rosario Nicotra, Stefano Berrino, Giuseppina Paola Croazzo, Alessandro Colombo e Laura Oliveti.