Quando piove il cimitero finisce sott’acqua

Bisogna salire per via Benedetto da Cesino per raggiungere il cimitero di Cesino nella Val Polcevera. Un bel viaggio per chi non è di queste parti. Ma non sono di certo le curve a scoraggiare i parenti dei defunti che ogni giorno si recano a fare visita ai loro cari. Il cimitero resta aperto infatti tutti i giorni dalle 7.30 alle 17; la domenica invece dalle 7.45 alle 13. Ciò che scoraggia è invece, lo stato in cui versano alcune aree di questo luogo sacro. Le infiltrazioni dell'acqua hanno infatti danneggiato parte dei soffitti delle due gallerie poste proprio all'ingresso del campo santo. Le perdite rischiano di danneggiare (ammesso che non lo abbiano già fatto) i colombari (loculi) posizionati proprio sotto le gallerie. Le strutture danno segni di abbandono e nelle stesse stanze dei custodi penetra l'acqua.
È l'acqua piovana insomma il problema principale di Cesino soprattutto in questo periodo; perché l'umidità e il freddo non alleviano il problema, anzi lo peggiorano. «Sono anni che lamentiamo questa situazione - spiegano Adele e suo marito, residenti a Pontedecimo -. Conosciamo purtroppo molto bene lo stato di abbandono in cui versa questo cimitero. Abbiamo provato in tutti i modi a sollevare la questione ai custodi, agli uffici centrali dei servizi cimiteriali, ma a nulla è servito. Perché qui basta che piova un giorno e si allaga tutto. È uno spettacolo indecente. Dalle scale viene giù un fiume di acqua. E l'acqua che scende porta con sé detriti, foglie secche e terriccio, di tutto insomma. I danni sono visibili a tutti, basta dare un'occhiata». È sufficiente sollevare lo sguardo per capire che le infiltrazioni sono ovunque. E a ribadirlo è Armando: «Abito non lontano da qui in collina, e conosco i danni che può fare l'acqua piovana quando non ci sono le condizioni per farla defluire. Probabilmente il Comune non ha ancora compreso la gravità della situazione, eppure ogni tanto qualcuno lo vedo che fa perizie e promette di intervenire. Parole, solo parole. Forse non hanno ancora capito a Tursi i rischi che si corrono in questo cimitero, quando piove: l'acqua ristagna, si formano delle vere e proprie pozze, pericolosissime per chi sale sulle scale a depositare fiori. Perché non tutti hanno avuto la fortuna di acquistare loculi in seconda fila. Quelli comodi per intenderci. Considerando quello che il Comune chiede, è già una fortuna averne comprato uno».
Nel camposanto di Cesino preoccupano anche i tombini. Nelle giornate di vento e pioggia, le foglie e l'erba creano un manto scivoloso. Abbassando lo sguardo sono inoltre visibili alcune piastrelle divelte dal flusso dell'acqua. E ancora, alcuni gradini delle scalinate sono rotti, le guaine di sostegno anche. La stessa cappella, che ha preso fuoco una ventina di anni fa, è rimasta esattamente com'era: le pareti sono ancora sporche di nero, per via del fumo. I servizi igienici improponibili. «Sarebbe il caso che qualcuno si alzasse dalle poltrone degli uffici e venisse a controllare - tuonano alcuni anziani - perché la situazione esige davvero interventi seri e urgenti, che i due seppellitori e l'operaio dell'Ilva in cassa integrazione straordinaria non possono di certo risolvere».