Quando la platea scoppia di risate

(...) e più di recitazione, voltate lo sguardo verso il vostro vicino di poltrona e vi accorgete che sta piangendo, le cose sono due: o lo spettacolo è stato un disastro, oppure è stato un successo. Esilarante, brillante, leggero e soprattutto divertente da far venire le lacrime agli occhi, per i più sensibili al genere, per le risate. «Rumori fuori scena», messa in scena da «The Kitchen Company», la compagnia under 30 del Teatro della Gioventù di Genova sotto la nuova direzione artistica di Massimo Chiesa ed Eleonora d’Urso. La «prima», quella di sabato 21 gennaio, di una lunghissima serie di rappresentazioni, ben 56, che segna l’apertura della nuova stagione e del nuovo corso del teatro di via Cesarea.
Il pezzo scelto per il debutto è un azzardo, commedia inglese difficilissima di Michael Frayn, insidiosa anche per i più esperti e navigati attori, per la velocità, il ritmo che non rallenta mai nemmeno un momento e che se appena molli, è come un palloncino che si buca. Puff. Per i cambi di scena, per il movimento fisico sul palco, per il tempismo delle entrate e delle uscite dei personaggi. Quelle porte che si aprono e che si chiudono centinaia di volte che soltanto ricordarsi quando girare la maniglia è un passo verso l’Oscar.
Ma soprattutto per il doppio ruolo che gli attori devono recitare in un solo spettacolo e all’interno dello stesso spettacolo. «Rumori fuori scena» è un pezzo di teatro sul teatro, su come si mette in piedi una commedia appunto, con tanto di prove generali, tournée, spettacolo e quel microcosmo magico e incredibile che sta dietro alle quinte, pieno di amori, ripicche, gelosie, vendette, competizioni, odio, rivalità che per una volta - che piacere! - viene svelato al pubblico in sala. Che si diverte, ride e chissà, forse anche un po’ s’immedesima in uno dei tanti ruoli visti là sopra. Ce n’è per tutti i gusti: la bellona svampita, il bellone un po’ meno svampito, il regista marpione, l’ipersensibile, la donna forte, l’assistente che corre dietro a tutti, l’attrice di lungo corso che ora perde un po’ di colpi, e quello che invece si perde dietro a una bottiglia di whisky.
Esilarante e bravissima la signora Clackett (Eleonora d’Urso) con i suoi innumerevoli piatti di sardine, le acrobazie per prenderli e dimenticarli, e la Royal. Bravissimo Roger (Nicola Nicchi) che sembra partire in sordina nel primo atto, per esplodere nel secondo e nel terzo. Così come Selsdon (Marco Zanutto) e Vicky (Barbara Alesse), pare facile fare la parte dell’ubriacone o della bella e stupida... Che dire degli altri: bene, bravi, bis. E infatti di rappresentazioni ce ne saranno almeno altre cinquanta. Preparatevi a piangere quindi, dal ridere però.