Quando la politica cancella lo sport

Walter Novellino, 57 anni, aspettava la chiamata del Livorno. Era fermo dall’autunno 2009, quando venne esonerato dalla Reggina. Sulla panchina amaranto sostituisce Pillon, l’unico punto in 6 partite ha reso il cambio inevitabile.
Mister, anche lei viene da due esoneri...
«Essere qui per me è un onore, ringrazio il presidente per avermi scelto. A Livorno si può fare bel calcio, gli ultimi anni lo dimostrano. Ero stato qui da avversario anche in C2, c’era sempre grande pubblico».
Come si trova in una città di ultrasinistra?
«Sono apolitico. Per temperamento sono un operaio, Livorno è passionale, mi piacerebbe se la squadra si allenasse in provincia, non a Tirrenia, che è persino provincia di Pisa».
Dal 2007 la sua carriera è al ribasso.
«Raramente sono subentrato, voglio tornare quello di una volta, mettendo grinta per condizionare positivamente la squadra».
Leonardo subito a Milan e Inter, Allegri rossonero dopo un campionato positivo e mezzo con il Cagliari; Mihajlovic è alla Fiorentina dopo un esonero e una salvezza.
«Di fronte a queste scelte provo un po’ di rabbia, bisogna nascere più fortunati che ricchi. Il bello è quando sento parlare i due tecnici delle milanesi, ripetono spesso “Voglio vincere il campionato...”. Il calcio cambia, impera la comunicazione. Per carità, fanno anche risultati...».
È mai stato vicino a una grande?
«Alla Juve sino a due anni fa ero quotato. Dovevo andarci in B, interessavo anche prima di Capello».
Delneri ci è arrivato a 60 anni.
«E lo stimo molto».
Delio Rossi dà spettacolo ma è sempre criticato.
«Zamparini parla così perché lo stima molto, a Venezia con il presidente facemmo promozione e salvezza in A».
La Sampdoria ha perso 8 partite delle ultime 12.
«Provo una delusione enorme, dei miei è rimasto solo Palombo. L’ultima mia stagione andò meno bene perché avevo tutti ragazzini».
Avrebbe perdonato Cassano?
«Bastava si fosse scusato subito, presentandosi dalla famiglia Garrone, persone eccezionali».
Mercoledì ha visto il derby della Lanterna?
«Ha vinto Ballardini, ma mi è antipatico. La presunzione è peggio dell’ignoranza».
Anche senza Novellino la Reggina non riemerge: solo due vittorie nelle ultime 12 partite.
«Sullo Stretto ci sono un bravo tecnico, Atzori, mio giocatore a Perugia, e giovani importanti. È una stagione molto anomala, tutte le squadre in pochi punti. Bonazzoli segna, non sbagliai a riportarlo in Calabria. Cacia è capocannoniere nel Piacenza, anche quella mia scelta fu indovinata: serviva pazienza, nel calcio c’è sempre più fretta. Si pensa di vincere il campionato a ottobre...».
Chi sarà promosso?
«Atalanta e Siena, hanno due squadre ciascuna. Il Novara può inserirsi, ha ragazzi di qualità. Per i playoff lotta tra Varese, Reggina, Livorno, Padova e Torino».
È vero che il presidente granata Urbano Cairo parla con i giocatori, delegittimando Lerda?
«Sì, ma in buona fede, senza cattiveria. E a gennaio ha cambiato troppo. Il problema è ambientale».
Come alla Juve?
«Marotta però sostiene il suo allenatore».