Quando la politica non può salvare una vita umana

Io credo che, all’epilogo della triste storia di Eluana, tutti abbiano qualcosa da rimproverarsi. La politica in primis, che non è riuscita attraverso le sue più alte istituzioni a mantenere accesa la speranza per questa sfortunata ragazza. E poi il Parlamento con i suoi rappresentanti (di qualsiasi schieramento politico), quest’ultimo preoccupato solo di aprire un fronte teso a strumentalizzare il capo del governo, tacciandolo come un feroce attentatore della costituzione. Verdi, Radicali e Rifondazione in testa (più qualche «fantasma» uscito per l’occasione, tipo Bobo Craxi), col beneplacito e il consenso dell’ormai fallito e sconquassato Pd, hanno cavalcato la parte becera del sano laicismo (tanto caro a Pannella e Ferrero) a cui sacrificare la vita, seppur spezzata, di Eluana, pur di provare a colpire l'odiato nemico Berlusconi. Quest’ultimo (e il suo governo) ha, a sua volta, grandi responsabilità perché, se veramente avesse voluto intervenire legiferando, avrebbe potuto farlo in tempi antecedenti, visto che la fine di Eluana era stata approvata dalla magistratura già da qualche mese. Poi ci sono il Quirinale, il Vaticano, i mass media stretti nella gabbia delle rispettive appartenenze da professare o sostenere, senza punti di incontro concreti, senza spazi di mediazione. In ultimo lascio la famiglia, sulla quale non esprimo giudizi poiché ritengo che certe esperienze bisogna viverle sulla pelle per capirle, anche quelle che non si condividono da fuori. Chiudo denunciando quant’è la mia delusione per l’incapacità obiettiva dei nostri rappresentanti politici ad affrontare i problemi della società per soli scopi propagandistici o per demonizzare l’avversario. Ho ascoltato in questi giorni dichiarazioni (specie dell’opposizione) che mi hanno fatto accapponare la pelle e capire molte cose, tipo l’errore di aver io dato recentemente fiducia (e il mio voto) alle ultime elezioni a una forza progressista (?) come il Partito democratico, oggi dimostratasi inconcludente nei contenuti e tesa, sempre e unicamente, a cercare di fare le scarpe all’uomo di Arcore, fregandosene del resto.