Quando la politica «rompe» sul blog

È la legge del blog: ricevo e volentieri rispondo. Ma, possibilmente, non a uno soltanto. Pronti, via: parte la catena di Sant’Antonio martire del web. All’insegna del «dai, non essere egoista, individualista, o peggio ancora, misantropo. Adeguati. Perché non fai partecipe di quello che pensi e scrivi anche la schiera dei tuoi amici?». Che sono tanti, tantissimi. Amici veri pochi, ma amici virtuali un mondo! Del resto, più sono, più il blogger - il protagonista del blog, il piccolo scrivano internettino - si sente importante, ascoltato, condiviso. E si sente autorizzato - da chi? - a mettere altri anelli alla catena, a scatenare tutto il protagonismo che c’è in lui, la voglia di socializzazione, la grafomania, l’opinionismo. Figurarsi se non l’hanno intesa così anche i politici, che tu credi che siano un po’ tardi a recepire, ma in quanto a protagonismo, grafomania, opinionismo, e soprattutto voglia di socializzazione in cambio di voti, capiscono le cose al volo. E si trasformano in blogger, ancora prima di saper bene cosa sia il blog. E rompono, eccome rompono. Rompono gli schemi, le convenzioni, e anche qualcos’altro. In buona fede, naturalmente: l’obiettivo primario dev’essere quello altruistico, didascalico, filantropico. Tipo: «Ora vi spiego perché sono stato così bravo». Oppure: «Imparate come si fa il politico di professione».
Vi sembra una fiction? Allora vuol dire che non siete blogger e non avete mai partecipato attivamente a un blog politico. Sarà per questo che non vi è venuto ancora l’esaurimento nervoso. Al signor Piero Carini, invece, sì. Lui è un entusiasta, un appassionato, ci si era messo d’impegno. Di più: era sempre stato fra i più assidui, nel recente passato, a inviare messaggi, petizioni, osservazioni, istanze, relazioni, interventi, critiche. Con frequenza oraria. Chi le riceveva faceva appena a tempo a leggere che gliene arrivava subito un’altra, made in Carini. Ma da qualche tempo c’è un blog politico che lo supera in intensità: «Momento liberale». Questo sì che è il «numero uno», l’Oscar della rompimento (degli schemi), la Palma d’oro della condivisione globale, il record della messaggistica via mail che travalica i confini del tempo e dello spazio. Prima il «Momento» ha coinvolto gli amici liberali, numero chiuso, limitato al condominio. Poi il blog si è allargato agli interlocutori d’area, qualche centinaio. Il passo successivo: i corrispondenti in grado di dialogare sui grandi temi ideologici. Un bulacco. Infine, il grande passo: il popolo del web, indistintamente. Compreso il povero Carini, che pure è avvezzo a mandare, ricevere e volentieri replicare, ma a questo punto anche lui si è rotto (gli schemi) e ha elevato garbata protesta: «Vi prego gentilmente di cancellarmi dalla Vs. mailing list». Ci riuscirà? Dubitiamo. Pare sia già partita (e arrivata) la risposta. Multipla, inviata per conoscenza a tutti gli internauti. E la rottura continua. Degli schemi, certo, non di quello che si potrebbe pensare...