Quando un poliziotto infrange la legge

Furti, piccoli traffici di droga o refurtiva E l’agente fa il salto della barricata

Non è purtroppo la prima volta che servitori dello Stato vengono arrestati. Anche se tutto sommato gli episodi rimangono piuttosto limitati: una mezza dozzina negli ultimi 10 anni.
Febbraio/marzo 1993. È l'Annus horribilis per la Polizia ferroviaria, colpita per ben due volte nel giro di un mese da indagini che si concludono con l’arresto di 12 agenti. I primi otto vengono arrestati a febbraio, accusati di essersi messi d’accordo con alcuni borseggiatori per lasciare loro «mano libera» in Centrale. Un mese dopo tocca a quattro agenti sorpresi il 15 ottobre mentre saccheggiano matasse di rame da un vagone parcheggiato allo scalo Greco.
Maggio 1994. Questa volta capita a due agenti in servizio al commissariato Città Studi, accusati di essere coinvolti in un giro di riciclaggio e usura. Al centro dell’indagine un cambista del Casinò di Campione che riciclava soldi dalla mafia prestandoli a strozzo ai giocatori.
Marzo 1996. Tre poliziotti delle volanti fermano un marocchino e lo sottopongono a controlli: l’uomo reagisce male, insulta gli agenti e viene denunciato. Ma qualche giorno dopo si presenta dal magistrato e accusa i tutori dell’ordine di averlo rapinato di 700mila lire. Tre gradi di processo confermano l’accusa e alla fine del 2002 la condanna, tre anni, viene confermata dalla Cassazione. Al loro fianco si schierano alcuni colleghi che una sera inscenano una manifestazione in Duomo accendendo i lampeggianti delle volanti.
Ottobre 2004. In manette per ricettazione, finiscono due agenti della polizia penitenziaria, scoperti a vendere ai loro colleghi, e una ventina verranno denunciati per «incauto acquisto», schede telefoniche a un terzo del loro valore. Peccato facessero parte di un lotto di 36mila pezzi rapinati il 21 luglio a Monza da due uomini armati e mascherati. A lungo si è sospettato che i rapinatori fossero gli stessi secondini.
Maggio 2005. Tre uomini del Reparto mobile, la vecchia celere per capirci, vengono intercettati mentre ordinano al telefono partite di cocaina presso un trafficante. Uno di loro, figlio di un dirigente della Polizia di Stato, ha persino una condanna specifica passata in giudicato nel 2000, ma è però inspiegabilmente rimasto in servizio.