Quando portò la discoteca dai calciatori

La fulminata che gli ha cambiato la vita è arrivata quando ha deciso di aprire una discoteca sull’idilliaca rena di Ofir, tra la sabbia dorata e le acque cristalline del Càvado nel nord del Portogallo. Il Luzia Mare è diventata subito la meta preferita dei calciatori portoghesi che la sapevano lunga, la culla migliore per ritemprarsi dalle fatiche del pallone. E così Jorge Mendes, semidisperato ex calciatore di periferia, è riuscito a entrare nel football che conta, un sogno, una missione che gli ha illuminato tutta la vita dal 7 gennaio 1966, giorno in cui aprì gli occhi nello strapovero quartiere di Petrogal a Lisbona.
Oggi è considerato l’agente Fifa più potente al mondo, controlla il mercato europeo attraverso la Gestifute, un’agenzia internazionale con sede a Oporto che in compartecipazione con la Caa, società leader nel settore dell’intrattenimento e dello sport, rappresenta la crema dei giocatori e allenatori del continente. Quando un calciatore decide di entrare nella scuderia di Mendes, smette di preoccuparsi del futuro. La Gestifute si attiva per fornirgli opportunità di sponsorizzazione, concessione di licenze e merchandising, editoria, cinematografia, televisione, videogiochi. Uno dei suoi più stretti collaboratori, il nipote Luis Correia, ha il compito di studiare il profilo del cliente-calciatore e adattare alle sue caratteristiche la soluzione per sfruttare al meglio le sue qualità. Cristiano Ronaldo, uno degli assistiti, è appena entrato in società con la Gestifute per realizzare un resort cinque stelle in uno degli isolotti più esclusivi dell’arcipelago di Madeira. Correia oggi è il direttore di Gestifute, oltre 300milioni di fatturato annui, muove i calciatori come pedine su una scacchiera dove nulla è casuale, azionato dallo zio che si sposta su aereo privato, fa colazione con Joan Laporta, siede a pranzo con Roman Abramovich e a cena incontra il presidente Vieira del Benfica.
Aveva iniziato a darsi al commercio grazie a un’altra intuizione: al posto del misero ingaggio chiese al presidente del Lenhense di lasciargli gestire la cartellonistica attorno al campo di calcio del club. Gli affari sono andati subito bene tanto che a trent’anni ha smesso di fare l’ala sinistra con risultati modestissimi per aprire una videoteca con il compagno di squadra Antonio Alberto, oggi numero tre nella Gestifute. Nella sua scuderia ci sono Maniche, Quaresma, Thiago Silva, Pepe, Nani, Figo, Pelé, Muntari, Anderson, Motta e Deco, oltre a Josè Mourinho, il capolavoro di Jorge Mendes che ha negoziato personalmente il suo triennale all’Inter con un corrispettivo di 21 milioni di sterline. Gli ultimi colpi messi a segno da Mendes sono stati l’acquisto del 10 per cento del cartellino del fantasista del Benfica Angel De Maria, la cessione all’Inter per 4 milioni di euro dell’attaccante sedicenne Coutinho del Vasco da Gama, club della colonia portoghese di Rio, con la clausola di lasciarlo al club carioca fino al compimento della maggiore età. Prossimo obiettivo di Jorge Mendes è diventare presidente di un club professionistico, eventualità ritenuta pericolosissima dalla concorrenza.