Quando la Procura diceva: «I clan non comandano»

In crisi di risultati, la sinistra sbrocca ancora. «Vendola deve vergognarsi e dovrebbe ritirare questo insulto. La Lombardia è la regione più attaccata dalla mafia, dalla ’Ndrangheta, dalla Camorra e dalla Sacra corona unita. Tutte realtà che Vendola conosce meglio di me e meglio di qualunque cittadino lombardo». È durissima la reazione del governatore Roberto Formigoni alle parole «senza alcun pudore» pronunciate dal presidente della Regione Puglia e nuovo leader mediatico della sinistra Niki Vendola che, durante una visita a New York, ieri mattina l’aveva sparata proprio grossa. Cambiando, rispetto al guru Roberto Saviano l’obiettivo, ma ottenendo un pari effetto sorpresa. Difficile prendersela con il bravo ministro dell’Interno Roberto Maroni il giorno dopo l’arresto dell’ennesimo pericolosissimo capobastone. Ben venga l’arresto di Antonio Iovine in Campania, ha dovuto ammettere Vendola, «ma non dimentichiamoci che oggi la Regione più mafiosa d’Italia è la Lombardia». Boom.
«La Lombardia - la replica di Formigoni - è la regione più attaccata dalla criminalità organizzata. Che è cosa ben diversa da quello che ha detto Vendola». I successi del governo Berlusconi nella lotta contro la criminalità «sono del tutto imparagonabili con qualunque epoca storica precedente. Questo dimostra che la cultura del centrodestra è intrisa di legalità, di attenzione alla sicurezza dei cittadini e delle imprese». Preoccupazione, ma non allarme e promessa di vigilare anche per lo scottante argomento delle infiltrazioni mafiose e camorristiche nel mega business legato all’Expo. «Un obiettivo appetitoso - assicura Formigoni -, siamo la regione più ricca d’Italia, sappiamo bene che la criminalità preferisce dirigersi qui, però siamo anche tra i primissimi ad essere ricorsi ai ripari».
«Qui di certo non abbiamo bisogno di un altro Pisapia - risponde deciso anche il presidente del consiglio regionale, il leghista Davide Boni - Vendola può benissimo continuare a sproloquiare a casa sua e farebbe meglio a pensare ai conti della sua Regione. Da lui non abbiamo certamente nulla da imparare. Non siamo certamente noi quelli che sperperano le risorse pubbliche o che pesano sulle spalle delle Regioni più virtuose». Di un «tentativo per screditare la Lombardia parla il vicepresidente della Regione Andrea Gibelli (Lega Nord). «Prima Saviano, ora Vendola: la regia politica è assolutamente la stessa. È in atto un tentativo di screditare la nostra regione perché per Vendola confrontarsi con una realtà come la nostra è impossibile. Quindi, ecco l’operazione di trascinare verso il basso chi, invece, ha fatto molto per distinguersi da alcune zone del Paese». Per il vicersindaco Riccardo De Corato si tratta solo di «sciacallaggio». «Che la ’Ndrangheta abbia interessi negli appalti così come nel traffico degli stupefacenti - sottolinea De Corato - è materia nota. E ce lo ricordano le relazioni della procura in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Ma è pur vero che i colpi inferti alla criminalità organizzata da questo governo, a cominciare dai 300 arresti nel maxi blitz dello scorso luglio, stanno a dimostrare che c’è un contrasto durissimo». E ricorda la vigilanza del Comune sugli appalti che ha escluso 400 imprese dalle gare pubbliche con conseguente segnalazione alla magistratura. E successive condanne.