«Quando Prodi era un Volenteroso»

da Roma

«Posso rivelare un aneddoto che risale al 1994».
Prego, riguarda il tavolo dei volenterosi?
«Sì, certo», risponde Daniele Capezzone, presidente della Commissione Attività produttive della Camera e segretario dei Radicali italiani. «Era all’indomani dello stralcio dalla finanziaria del primo governo Berlusconi del ’94 della riforma delle pensioni. All’epoca un liberal come Franco Debenedetti raccolse le firme di economisti dall’estrazione più diversa per convincere il governo a varare comunque una riforma delle pensioni. Quel manifesto venne firmato da personaggi come Modigliani, Sylos Labini, Baldassarri e Prodi. Insomma, nel 1994, l’attuale presidente del Consiglio voleva modificare in chiave rigorista la finanziaria di Berlusconi ed oggi proibisce ad esponenti del centrosinistra di aderirvi».
Il tempo cambia gli uomini...
«Per fortuna non tutti. Vedo con piacere che noi del Tavolo dei volenterosi siamo in buona compagnia. Soprattutto nella volontà di migliorare questa legge finanziaria. Non credo che Ciampi o Draghi siano pericolosi sovversivi. Eppure anche loro ritengono che la manovra non abbia una missione (come dice Ciampi) o che non rispecchi l’impostazione del Dpef, come sottolinea Draghi. Per carità, non voglio iscrivere Ciampi e Draghi al Tavolo dei volenterosi, ma vedo Prodi troppo preoccupato del tavolo stesso. In questo modo si ritrova al fianco solo Rifondazione comunista, Diliberto ed Epifani. In altre parole, con il suo irrigidimento il centrosinistra sta commettendo gli stessi errori dell’ultima settimana di campagna elettorale».
Qualcuno potrà aver fatto il calcolo che non si vota prima di due anni.
«Ed è un calcolo sbagliato. Ma Prodi non li vede i sondaggi? Non si rende conto che erano lustri che un governo non perdeva consenso in così poco tempo. Fermare il Tavolo dei volenterosi, soprattutto in questo momento, è paradossale ed autolesionistico».
Il presidente del Consiglio, vietando la partecipazione al vostro tavolo degli esponenti del centrosinistra, vi ha praticamente marginalizzato...
«Marginalizzato? Ma è lui che è isolato. Si è isolato dalla sua maggioranza e si sta isolando dal Paese. Nicola Rossi presenterà i suoi emendamenti per modificare una finanziaria sbilanciata sulle tasse. Io presenterò i miei emendamenti per cambiare una manovra che non rispetta il Dpef. Prodi non si rende conto che sta facendo un’operazione di minoranza nel Paese. Ed è grave per un uomo che vorrebbe inserirsi nel dibattito della creazione del Partito democratico. Al suo fianco ha solo Epifani. E non mi sembra un modello di rappresentanza sociale...».