A quando il revisionismo sulle camarille?

Lunedì sul Giornale Giuseppe Conte sotto il titolo «Un decano controcorrente esiliato in un cono d’ombra» ha commentato la recente autobiografia di Carlo Sgorlon (La penna d’oro, Morganti) nella quale lo scrittore friulano denuncia l’ostracismo riservatogli da critici, salotti e ambienti di sinistra per le sue posizioni «anticonformiste». Un articolo ripreso il giorno dopo da Il Secolo d’Italia e Avvenire. Mercoledì il Corriere, che in precedenza aveva già stroncato (con Giorgio De Rienzo) il libro di Sgorlon, ha dedicato al caso un lungo articolo, firmato da Dino Messina, in cui si chiedeva a Sgorlon di fare i nomi degli intellettuali che lo hanno ignorato. Ieri, mentre il Corriere scriveva che Sgorlon preferiva prendere le distanze dal quotidiano «di destra», lo scrittore proprio sul Giornale firmava un lucido j’accuse in cui faceva nomi e cognomi di cui lo ha «dimenticato».