Quando il rischio si nasconde dietro la vetrina

Dalla commessa ammazzata nel 2002 in Val Sabbia a quella accoltellata l’anno scorso nel centro di Milano

da Milano

La paura, qualche volta, si nasconde dietro una vetrina. La commessa non è percepito come un mestiere a rischio eppure, in questa Italia dove crescono le rapine, lavorare in un negozio può diventare pericoloso. La signora di Caravaggio uccisa mercoledì sera ha avuto la sventura di trovarsi sulla strada di un tossico appena uscito grazie all’indulto. Incontro sbagliato.
Il 9 ottobre del 2002 a Vestone, in Valle Sabbia, provincia di Brescia, Renata Zanetti, 42 anni, di Trento, commessa di un negozio di abbigliamento, viene aggredita. La donna fu colpita mortalmente con un coltello mentre stava lavorando in un negozio di abbigliamento.
L’anno scorso altro episodio clamoroso nella centralissima Galleria di Corso Vittorio Emanuele, una commessa di un negozio di abbigliamento venne accoltellata da un suo ex spasimante. La ragazza, 20 anni, riuscì a trascinarsi fuori dal negozio ma poi crollò a terra in una pozza di sangue. Una scena raccapricciante avvenuta sotto gli occhi di decine di persone che in quel momento stavano passeggiando lungo la principale strada dello shopping milanese.