Quando la salute è chiusa in bocca

Ogni inizio anno ripetiamo con speranza buoni propositivi a favore della nostra salute. Quando la perdiamo ci accorgiamo della sua importanza. La prevenzione viene dimenticata con molta facilità. Il nostro corpo merita maggiore attenzione, con il passare del tempo, si usura e necessita una corretta manutenzione. Anche la bocca ha bisogno di controlli efficaci. I denti, come ogni mamma insegna ai propri bimbi, vanno puliti con attenzione la mattina appena alzati e la sera prima di dormire e dopo ogni pasto, per difenderli dalle carie, nettamente più frequenti in bocche con cattiva igiene. La pulizia con lo spazzolino non deterge gli spazi sottogengivali e spesso non previene l' accumulo di tartaro. Una o due volte l'anno è necessaria una igiene effettuata dal dentista.Ne parliamo con il dottor Emilio Francini Naldi, odontoiatra a Firenze, Roma e Milano, www.efran.it tel. 800252020.
«Non sono solo le carie i peggiori nemici della bocca: se presa in tempo, la carie non è una situazione gravissima perché può essere efficacemente curata sia da un punto di vista funzionale che estetico con una semplice otturazione. La malattia parodontale, più conosciuta come piorrea, è una situazione più complessa e soprattutto meno gestibile dal paziente. Consiste nella retrazione dell'osso alveolare, quello che sostiene il dente, a causa di una infezione cronica dell'insieme dei tessuti molli e duri che circondano il dente stesso e ne assicurano la stabilità. La terapia medica, consistente in sedute di igiene profonda molto frequenti, anche ogni due o tre mesi, e l'eventuale ricorso alla chirurgia gengivale, aiutano a ritardare l'evoluzione finale della piorrea, cioè la perdita del dente. Se consideriamo poi il fattore estetico, che nel mondo odierno richiede denti regolari e bianchi e gengive rosee e sane, possiamo affermare - precisa Francini Naldi - che la bocca va assistita e sottoposta a controlli con una continuità ed una frequenza superiori a quelle che necessitano le altre parti del corpo».
E nei casi in cui sono già in atto patologie gravi o perdite di denti?
«Quando la perdita dei denti o di parte di essi è già avvenuta, o quando le condizioni cliniche richiedono l'estrazione, la cosa più urgente da fare è la loro sostutuzione, quanto più presto possibile. Questo perché i denti vicini alla parte mancante tendono a perdere la loro posizione originale provocando difficoltà nella masticazione e possibili effetti secondari quali dolori articolari alla mandibola, non di rado irradiati a collo e schiena. Ed il miglior modo di sostituirli è quello di ricorrere all'implantologia: tale procedura, che consiste nella sostituzione delle radici perdute con viti in titanio, rispetta i denti vicini e non richiede interventi su questi che ne possano a loro volta compromettere l'integrità. Il vecchio ponte infatti, che consiste nel ridurre di volume due o più denti ed appoggiarvi una struttura che sostituisca i mancanti, sottopone i denti pilastro ad uno sforzo nettamente maggiore a quello che la natura gli aveva assegnato. La terapia implantare può essere effettuata sia per sostituire un singolo dente che un'intera arcata, quando la mancanza è totale. Dopo un periodo di integrazione di pochi mesi, necessario all'osso per attaccarsi alle viti in maniera definitiva, queste possono essere usate come radici naturali sulle quali appoggiare una dentatura nuova, fissa, che avrà le stesse caratteristiche di quella naturale. I tempi poi sono ottimizzati in modo da restituire un sorriso nuovo in poche ore, senza tempi morti o lunghe attese in condizioni esteticamente sconvenienti. In una unica seduta di poche ore, comunque in una sola giornata, vengono effettuate le estrazioni, se ve ne è necessità, inseriti gli impianti e soprattutto applicati denti provvisori fissi, che vengono realizzati seguendo le linee ideali e che saranno lo specchio dei definitivi, che verranno realizzati quando la bocca avrà raggiunto la definitiva guarigione».