Quando la scuola fa propaganda politica

Caro Lussana, certe volte si pensa di avere visto tutto... ma non è mai abbastanza! Prova ne è il fatto che alcuni cittadini di Voltri mi hanno segnalato. Nel giorno della «gioiosa» manifestazione di Vicenza il preside del liceo sciientifico L. Lanfranconi di Genova Voltri ha promosso una serie di assemblee di classe dalle ore 11 alle ore 12 «per testimoniare la solidarietà nei confronti di quanti si battono per una cultura della pace...». Fra l'altro gli stessi cittadini segnalano che, senza informare i genitori , il preside ha fatto una circolare alle classi invitando a richiedere assemblea di classe dalle ore 11 alle ore 12 durante la mattinata di scuola di sabato 17 in modo che gli alunni possano «riunirsi nel cortile della scuola per esporre le bandiere della pace, lenzuola con scritte ispirate al rifiuto della guerra, per dare lettura di testi significativi» (non si sa per chi, nè da chi scelti). Sempre nella stessa circolare il preside precisa che «va tutelata la libertà di coscienza di ciascuno»!: «pertanto coloro i quali non volessero aderire rimarranno in classe». Di fronte a questo viene spontaneo domandarsi: può la scuola diventare un'agenzia di iniziative politiche? Può il consiglio d'istituto da organismo di garanzia per tutti trasformarsi in motore di propaganda politica di alcuni? Può identificare la pace, bene di tutti, con l'iniziativa di Casarini? Un preside ed un consiglio d'istituto non dovrebbero comportarsi almeno come Bertinotti che ha detto «Andrei a Vicenza, se non fossi presidente della Camera, cioè se non rappresentassi un'istituzione?». La scuola non deve garantire tutti? Le istituzioni Liguri sono in grado di rispondere a queste domande?
Coordinatore Lista Biasotti per il Ponente