Quando un segreto è davvero «oneroso»

Dopo oltre mezzo secolo dall’ultimo allestimento italiano torna la commedia «Svolta pericolosa» di J.B. Priestley

Saggista, uomo politico, giornalista radiofonico, autore di romanzi e commedie, John Boynton Priestley (1894-1984) è un intellettuale assai noto in patria ma pressoché sconosciuto nel nostro Paese. E anche il suo teatro - con quel misto di ascendenze antirealistiche e sobria aderenza al quotidiano - non ha avuto particolare fortuna sulle scene italiane. Sebbene si debba riconoscere che, laddove allestite, le sue opere hanno riscosso sempre indubbio successo. Basti pensare all’elegante versione di Un ispettore in casa Birling interpretata, negli anni ’80, dalla coppia Tieri-Lojodice. Oppure, andando indietro nel tempo, a quella raffinata messinscena di Svolta pericolosa proposta, nel ’50, dalla Compagnia dei Giovani di De Lullo. Adesso una regista poliedrica e coraggiosa come Maddalena Fallucchi e un gruppo di giovani attori debitamente istruiti (citiamo almeno Cinzia Villari, Alessandra Fallucchi, Emanuele Maria Basso, Massimiliano Mecca) si cimentano in una nuova rilettura di quest’opera (debutto atteso per questa sera al Teatro Due), e la cosa fa già di per sé notizia. Semplicemente perché si tratta di un testo molto curioso, dove si possono rintracciare generi e materiali diversi: dal giallo all’indagine psicologica, dal ritratto borghese al teatro più surreale e formalistico, attraversato - tanto più - da voluti accenni a quell’idea ossessiva di tempo qui concretizzatasi sotto le «spoglie» di un assiduo carillon. La vicenda ruota sulle tensioni che si innescano all’interno di un gruppo di ricchi trentenni che, con tanto di defunto a carico, nascondono segreti e misteri personali. Quanto si ricerca non è, però, il colpevole, bensì la verità stessa: quel mostro comune, indicibile e silenzioso, che forse sarebbe meglio restasse indisturbato. E non è tutto visto che, anticipando la tecnica dei time plays (opere dove l’autore metterà in pratica le teorie temporali di Bergson e Dunne), la commedia, già avviata su percorsi convenzionali, viene fermata all’improvviso. Quasi per farci riflettere sul senso dell’alternativa possibile, sulla vacuità delle apparenze, sulla relatività di ogni cosa e di ogni situazione. Repliche fino al 4 marzo. Informazioni 06/6788259.